[Recensione #14] Carlos Ruiz Zafón – Tetralogia “Il cimitero dei libri dimenticati”

Buongiorno lettrici e lettori,

finalmente sono riuscita a terminare la tetralogia di Carlos Ruiz Zafón, Il cimitero dei libri dimenticati, composta da: L’ombra del ventoIl gioco dell’angeloIl prigioniero del cieloIl labirinto degli spiriti.

È stata una lettura abbastanza lunga, ma solo per mancanza di tempo. Partiamo con il primo libro:

L’ombra del vento| Mondadori | € 13,00 | Pag. 439

Trama: Una mattina del 1945 il proprietario di un modesto negozio di libri usati conduce il figlio undicenne, Daniel, nel cuore della città vecchia di Barcellona al Cimitero dei Libri Dimenticati, un luogo in cui migliaia di libri di cui il tempo ha cancellato il ricordo, vengono sottratti all’oblio. Qui Daniel entra in possesso del libro “maledetto” che cambierà il corso della sua vita, introducendolo in un labirinto di intrighi legati alla figura del suo autore e da tempo sepolti nell’anima oscura della città. Un romanzo in cui i bagliori di un passato inquietante si riverberano sul presente del giovane protagonista, in una Barcellona dalla duplice identità: quella ricca ed elegante degli ultimi splendori del Modernismo e quella cupa del dopoguerra.

Recensione: Ho letto questo libro due volte. Volevo continuare direttamente con il secondo della tetralogia ma, dato che lo avevo letto un po’ di tempo fa, ho deciso di riprendere prima in mano L’ombra del vento per poi continuare con gli altri libri.

E conserva i tuoi sogni. Non puoi sapere quando ne avrai bisogno.

Siamo nella Barcellona del 1945 dove troviamo Daniel Sempere, voce narrante per tutto il romanzo, che si sveglia il giorno del suo undicesimo compleanno triste e angosciato perché non riesce a ricordare il volto di sua madre, morta di colera. Suo padre decide così di portarlo al Cimitero dei libri dimenticati, dicendogli di sceglierne uno e di averne la massima cura.

Ogni libro, ogni volume che vedi possiede un’anima, l’anima di chi lo ha scritto e l’anima di coloro che lo hanno letto, di chi ha vissuto e di chi ha sognato grazie ad esso. Ogni volta che un libro cambia proprietario, ogni volta che un nuovo sguardo ne sfiora le pagine, il suo spirito acquista forza.

Daniel si imbatte nel romanzo di Julian Carax, L’ombra del vento, e decide che quello è il libro che fa per lui. Ne rimane affascinato, tanto da terminarlo in una sola notte. Inizia così a fare ricerche sull’autore e scopre di essere in possesso dell’unica copia che è rimasta, le altre sono state tutte bruciate. Da qui in poi, una serie di misteri e intrecci caratterizzano il libro. Daniel conoscerà persone appartenenti alla vita di Carax e cercherà di scoprire i misteri che ci sono intorno a loro e allo stesso scrittore.

L’ombra del vento è un romanzo che cattura il lettore, come anche le vicende che vengono descritte da Zafón in maniera semplice ma dettagliata. Sembra di essere per le vie di Barcellona insieme a Daniel, di sentire le sue stesse ansie e le sue stesse paure, di avere la sua stessa voglia e caparbietà di scoprire il mistero che aleggia intorno a Julian Carax e alle copie andate in fumo. Chi le ha bruciate? Per quale motivo? Chi ha nascosto l’ultima copia al Cimitero dei libri dimenticati, lasciando quindi una traccia sull’esistenza di quel romanzo? Un libro che parla di amore, quello che c’era tra lo scrittore e la giovane Penelope Aldaya. Scoprire la verità è stato alquanto sconvolgente.

Questo è stato il romanzo che mi ha fatto innamorare di Carlos Ruiz Zafón, ma il mio preferito è un altro. Lo scoprirete leggendo le altre recensioni 🙂

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Il gioco dell’angelo | Mondadori | € 13,00 |          Pag. 466

Trama: Nella tumultuosa Barcellona degli anni Venti, il giovane David Martín cova un sogno, inconfessabile quanto universale: diventare uno scrittore. Quando la sorte inaspettatamente gli offre l’occasione di pubblicare un suo racconto, il successo comincia infine ad arridergli. È proprio da quel momento tuttavia che la sua vita inizierà a porgli interrogativi ai quali non ha immediata risposta, esponendolo come mai prima di allora a imprevedibili azzardi e travolgenti passioni, crimini efferati e sentimenti assoluti, lungo le strade di una Barcellona ora familiare, più spesso sconosciuta e inquietante, dai cui angoli fanno capolino luoghi e personaggi che i lettori de “L’ombra del vento” hanno già imparato ad amare. Quando David si deciderà infine ad accettare la proposta di un misterioso editore – scrivere un’opera immane e rivoluzionaria, destinata a cambiare le sorti dell’umanità -, non si renderà conto che, al compimento di una simile impresa, ad attenderlo non ci saranno soltanto onore e gloria.

Recensione: Protagonista di questa storia è David Martin, un ragazzo di 17 anni, il cui sogno è diventare un scrittore. Grazie alla sua amicizia con Pedro Vidal, l’uomo più ricco di Barcellona, riesce a ottenere un piccolo lavoro in una casa editrice. Comincia così a scrivere una serie ambientata nel luogo in cui vive. I testi, però, vengono pubblicati sotto pseudomino. David si dedica anima e corpo alla scrittura, tanto da allontanarsi dagli amici e trascurare la sua salute, “ammalandosi”. Gli viene, infatti, diagniosticato un tumore al cervello e gli viene dato un solo anno di vita. 

«Ha una brutta faccia» sentenziò.

«Indigestione» replicai.

«Di cosa?»

«Realtà.»

Quando incontra, però, Andreas Corelli, un misterioso editore francese, la sua vita cambia radicalmente. Gli viene proposta una lauta compensa e la guarigione da tutti i suoi mali se, in cambio, lui avesse scritto un libro, una sorta di nuova religione, un testo sacro per lui. Con il passar del tempo, si rende conto di essere diventanto un specie di burattino nelle mani del suo editore. Ma chi è questo Andreas Corelli? Perché la stessa proposta fu fatta anche a Diego Marlasca, la persona che abitava  nella casa in cui ora vive David?

Un susseguirsi di omicidi e misteri rischieranno di mettere in pericolo il suo fedele libraio Sempere, la sua assistente Isabella e lo stesso David Martin.

Entrai nella libreria e aspirai quel profumo di carta e magia che inspiegabilmente a nessuno era ancora venuto in mente di imbottigliare.

In ordine cronologico, Il gioco dell′angelo, sarebbe l′inizio della storia: Daniel non è ancora nato e non nascondo che, all′inizio, questa cosa mi ha un po′ confuso le idee. Quando poi ho realizzato, la lettura è andata avanti senza intoppi. Il racconto, però, non mi ha molto convinta. Troppi intrecci in cui rischi di perderti continuamente, troppi personaggi non approfonditi. Ad esempio, io avrei voluto conoscere ancora di più Isabella, la simpatica assistente di David Martin. Ecco, lei qualche sorriso durante la lettura me lo ha strappato.

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Il prigioniero del cielo | Mondadori | € 13,00 |       Pag. 349

Trama: Nel dicembre del 1957 un lungo inverno di cenere e ombra avvolge Barcellona e i suoi vicoli oscuri. La città sta ancora cercando di uscire dalla miseria del dopoguerra, e solo per i bambini, e per coloro che hanno imparato a dimenticare, il Natale conserva intatta la sua atmosfera magica, carica di speranza. Daniel Sempere – il memorabile protagonista di L’ombra del vento – è ormai un uomo sposato e dirige la libreria di famiglia assieme al padre e al fedele Fermín con cui ha stretto una solida amicizia. Una mattina, entra in libreria uno sconosciuto, un uomo torvo, zoppo e privo di una mano, che compra un’edizione di pregio di Il conte di Montecristo pagandola il triplo del suo valore, ma restituendola immediatamente a Daniel perché la consegni, con una dedica inquietante, a Fermín.
Si aprono così le porte del passato e antichi fantasmi tornano a sconvolgere il presente attraverso i ricordi di Fermín. Per conoscere una dolorosa verità che finora gli è stata tenuta nascosta, Daniel deve addentrarsi in un’epoca maledetta, nelle viscere delle prigioni del Montjuic, e scoprire quale patto subdolo legava David Martín – il narratore di Il gioco dell’angelo – al suo carceriere, Mauricio Valls, un uomo infido che incarna il peggio del regime franchista.

Recensione: Zafón non si smentisce mai. In questo terzo capitolo, ritroviamo i nostri amici di sempre, Daniel e Fermin. Daniel è ormai un adulto, sposato con Bea e padre del piccolo Julian; Fermin, invece, sta per sposarsi con la sua amata Bernarda.

Come sempre, ritroviamo la libreria Sempere e figli, gestita ora anche da Daniel. Un giorno, vifa ingresso un uomo alquanto ambiguo che acquista una copia prestigiosa de “Il conte di Montecristo”. La paga il triplo del suo valore e la lascia in custodia a Daniel perché la consegni al suo amico Fermin. La dedica scritta all′interno lascia in Daniel una sensazione di angoscia.

A Fermin Romero de Torres, che è tornato dal mondo dei morti e possiede le chiavi del futuro.

Inizia così un viaggio nel passato del fedele Fermin, in cui vengono alla luce fatti che riescono a farti collegare avvenimenti che prima sembravano incomprensibili. Fatti che per Daniel saranno difficili da digerire. Un viaggio nel passato di Fermin, dove ritroviamo David Martin e, inevitabilmente, Isabella. Cosa c′entra Fermin con loro?

A volte ci si stanca di fuggire. Il mondo è molto piccolo quando non si ha dove andare.

Un romanzo in cui traspare l′amicizia, l′odio, il rancore. Difficile accettare come, a quell′epoca, si veniva sopraffatti e manipolati. Sempre, però, fino a che le persone lo permettevano.

Ho letto questo romanzo molto più velocemente rispetto al suo predecessore. Ci sono molti dialoghi, probabilmente è uno dei motivi per cui il libro scorre senza problemi. L′ho trovato di una bellezza immensa, anche più de L′ombra del vento.

Ho riso, mi sono emozionata, a tratti indignata ed è uno di quei libri che porterò sempre nel cuore.

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Il labirinto degli spiriti | Mondadori | € 23,00 | Pag. 815

Trama: Barcellona, fine anni ’50. Daniel Sempere non è più il ragazzino che abbiamo conosciuto tra i cunicoli del Cimitero dei Libri Dimenticati, alla scoperta del volume che gli avrebbe cambiato la vita. Il mistero della morte di sua madre Isabella ha aperto una voragine nella sua anima, un abisso dal quale la moglie Bea e il fedele amico Fermín stanno cercando di salvarlo. Proprio quando Daniel crede di essere arrivato a un passo dalla soluzione dell’enigma, un complotto ancora più oscuro e misterioso di quello che avrebbe potuto immaginare si estende fino a lui dalle viscere del Regime. È in quel momento che fa la sua comparsa Alicia Gris, un’anima emersa dalle ombre della guerra, per condurre Daniel al cuore delle tenebre e aiutarlo a svelare la storia segreta della sua famiglia, anche se il prezzo da pagare sarà altissimo.

Recensione: Ecco, questo libro è stato un rompicapo all′inizio! Mi aspettavo che parlasse di Daniel e della sua lotta alla ricerca della verità sulla morte di sua madre. Invece la protagonista assoluta è Alicia Gris, una ragazza che ha vissuto l′orrore della guerra e dalla quale si è salvata per un pelo. Ne porta ancora le cicatrici, una su tutte quella sul fianco destro. Un enorme ferita che le provoca ancora, dopo tanti anni, dolori e fitte allucinanti, tanto da dover ricorrere a delle pasticche per alleviarli un po′.

Alicia Gris è un′investigatrice molto astuta, non si fida di nessuno se non di se stessa e non le piace lavorare in compagnia. Preferisce fare le sue indagini da sola, a modo suo. Quando, però, viene chiamata per la misteriosa sparizione del ministro Mauricio Valls, le affiancano Vargas, un poliziotto di Madrid. Deve accettare questo patto, altrimenti il caso non le sarà affidato. Così, suo malgrado, accetta.

Questa indagine la riporta a Barcellona. La stessa Barcellona in cui stava per perdere la vita tanti anni prima a causa della guerra. Qui la sua vita si incrocia con tanti personaggi: tra questi, Daniel, Fermin e tutta la famiglia Sempere. Ci si avvicina lei, piano piano, dopo aver trovato una scatola con all′interno una busta sigillata in cui era scritto il nome di Isabella. Quella busta contiene un diario, scritto da Isabella prima di compiere ventitre anni.

I ricordi che seppellisci nel silenzio sono quelli che non smetteranno mai di perseguitarti.

Il labirinto degli spiriti all′inizio ti disorienta, ti lascia la sensazione di non capire cosa si sta leggendo, ti chiedi cosa ci azzecca Alicia Gris e tutta la sua storia con i libri letti in precedenza e i loro protagonisti. Ma, piano piano, nella testa ecco che ogni pezzo del puzzle torna al suo posto, ecco che ogni collegamento ha un senso. In questo romanzo, conosciamo meglio anche Isabella, la mamma defunta di Daniel, tramite il suo diario. Il diario che Alicia Gris gli consegna e che lui brucia dopo aver letto. I segreti scritti lì dentro avrebbero potuto cambiare la vita dei Sempere per sempre.

I miei sogni di carta e le mie ambizioni di diventare un guerriero della penna senza perire nell′impegno acquistavano forza. Temperata, va detto, da una certa dose di realismo acquisita via via che il tempo passava e vedevo come funzionavano gli ingranaggi del mondo. A metà traversata, avevo già capito che i miei sogni erano forgiati con cose impossibili, ma che se li avessi abbandonati prima di entrare nel campo di battaglia non avrei mai vinto la guerra.

Se non avete ancora avuto modo di leggere questa tetralogia, vi consiglio di farlo il prima possibile. E vi consiglio di farlo nell′esatto ordine di uscita dei romanzi. Se L′ombra del vento è stato il libro che mi ha fatto innamorare di Zafón, Il prigioniero del cieloIl labirinto degli spiriti sono quelli che porterò sempre nel cuore, i miei preferiti.

Credo che i Sempere, Fermin e Alicia mi mancheranno, mi mancheranno sempre. 

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