[Recensione #16] Angela Marsons – Il gioco del male

MAGGIORE È IL MALE, PIÙ LETALE È IL GIOCO

23844429_642561052800268_4848443358021767956_n.jpgAngela Marson | Il gioco del male | Titolo originale: Evil Games | Newton Compton Editori | € 9,90 | Pag. 382

Trama: Sembra un semplice caso di vendetta personale, ma l’omicidio è solo il primo di una serie di delitti che via via diventano più cruenti. È evidente che dietro tutto questo c’è qualcuno con un piano preciso da realizzare. Mentre le indagini si fanno sempre più frenetiche, Kim si ritrova nel mirino di un individuo spietato e deciso a mettere in atto il proprio progetto criminale, a qualunque costo. Contro un sociopatico che sembra conoscere ogni sua debolezza, la detective Stone si rende conto che ogni mossa potrebbe esserle letale. E così, mentre il numero delle vittime continua a crescere, Kim dovrà considerare ogni minima traccia, perché con un avversario del genere anche la più remota pista va percorsa per fermare il massacro. E questa volta è una questione personale. 

Recensione: Quando vengono chiamati per il ritrovamento di un cadavere, Kim e Bryant non immaginano che quello è solo l’inizio di una serie di omicidi. Non ci mettono molto per scoprire il colpevole, ma da qui inizia una vera e propria sfida per la detective. L’assassina è in cura da una psichiatra professionale, rispettata nell’ambiente, a cui tutti tessono le lodi. Ma Kim, già dal primo sguardo, capisce che in lei c’è qualcosa di più, non è come vuol far credere. Mentre Bryant le continua a dire che sono solo sue paranoie, che la dottoressa non ha neanche uno scheletro nell’armadio, Kim conduce le sue indagini da sola. Ma quando capisce che ha a che fare con una sociopatica, sa che questa indagine le si potrebbe ritorcere contro. Ha gli strumenti giusti per affrontarla? È disposta a farsi trascinare nell’abisso dei suoi ricordi per farla uscire allo scoperto e poterla fermare?

E niente… io sono felicissima di aver scoperto una scrittrice davvero brava, capace di catapultarti nella storia e farti sembrare di essere lì con i protagonisti. Durante la lettura di questo libro, ero sempre con la speranza di un passo falso della dottoressa, di un qualcosa che l’avrebbe condotta dritta in carcere senza ulteriori indagini. E invece no, riusciva sempre, in qualche modo, a farla franca e odiavo il fatto che le persone si fidassero di lei. A volte, mi sentivo impotente e altre, invece, mi sembrava che ogni pezzetto del puzzle stesse tornando al suo posto. Esattamente come Kim.

Ho già in lettura La ragazza scomparsa, ve ne parlerò tra qualche giorno e spero che sia bello e intrigante come i suoi predecessori.

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