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[Recensione #19] Alessandra D’Alessandro – Un altro amore

Buon 2018 belle anime! Ecco a voi la prima di una lunga serie di recensioni di questo nuovo anno. Oggi vi parlo di un romanzo di Alessandra D’Alessandro, Un altro amore. Un romanzo in cui riesci a immergerti senza neanche accorgertene.

Alessandra D’Alessandro | Un altro amore | Marco Del Bucchia Editore | € 12,50 |      Pag. 125

Trama: Sara – una delle ultime paladine dell’amore vero e assoluto – si trova a affrontare, da sognatrice quale è, il tradimento del marito e i mille mostri che inevitabilmente ne scaturiscono. Solo in apparenza sconfitta, nonostante le infinite fragilità e insicurezze che la assediano riuscirà a ricostruire – giorno dopo giorno, pezzo dopo pezzo – la sua storia d’amore, non cedendo alle facili lusinghe di una resa consolatoria ma lottando tenacemente per la propria famiglia. Questo è il suo impavido viaggio, questo è l’impavido viaggio di molte donne che hanno scelto di credere comunque nella forza dell’amore.

Recensione: Tradimento: è questo il tema principale di questo romanzo. Sara è sposata con Giacomo da tanti anni e hanno due figlie femmine, Matilde e Margherita, e sono in attesa di una terza. Sara crede nell’amore ed è convinta che, se si ama davvero la persona che si ha accanto, è impossibile tradire, non potrebbe sfiorarti neanche l’idea. E lei non è disposta a perdonare se dovesse succederle.

Il vero problema è che il tradimento recide di netto la fiducia e il rispetto, quei fili che, seppur sottili, invisibili e impercettibili, legano le vite di due persone.

Quello che però Sara non sa è che a lei è già successo, solo che non lo ha ancora scoperto.

Lo scopre qualche giorno dopo aver affrontato questo discorso con le sue amiche. Un indirizzo di posta elettronica sconosciuto e in lei iniziano a sorgere dei dubbi. Dubbi che si confermano nel momento in cui costringe Giacomo a inserire le credenzialità per potervi accedere.

Un mondo che le crolla addosso, una vita costruita con amore e sacrifici sbriciolata da un errore del marito.

Una volta schiacciato il tasto di conferma password il loro mondo, così come lei lo conosceva, si sgretolò tra le sue mani.

Non so se vi sia mai capitato di essere coinvolti in una situazione del genere, a me purtroppo si. E con questo libro ho affrontato di nuovo quello che ho dovuto affrontare all’epoca.

Il dolore di Sara era il mio dolore, le sue domande erano anche le mie. Purtroppo quando succede qualcosa di questo tipo, non puoi fare altro che chiederti “ Perché?”, “Dove ho sbagliato?”, “Come ho fatto a non accorgemene?”. E più stai male e più cerchi di immaginare momenti, situazioni, che ti fanno provare ancora più dolore. Ma è un qualcosa di necessario. Quando decidi poi di riprovarci, di cercare di andare avanti, per un po’ di tempo ad ogni litigata rinfaccerai l’errore, lo sbaglio alla persona a te vicina sapendo che così la farai sentire ancora di più in colpa. Lo fai perché pensi che quella sofferenza se la meriti, perché ne ha creata per te. 

Sara non aveva scelto di essere tradita, non aveva scelto quella sofferenza, ma aveva piuttosto dovuto subire le conseguenze delle scelte altrui.                                                          Si stava rendendo conto che scegliere era un’opportunità riservata solo a colui che tradisce, così come erano sue prerogative esclusive la scelta del tempo e del modo in cui tradire.                                                                                                                              Al contrario risultò subito evidente a Sara che chi subisce il tradimento invece ha un disperato bisogno di tempo.                                                                                                     Giacomo aveva avuto tempo per abituarsi a guardare la propria immagine riflessa nello specchio e convincersi di non vedere solo un meschino traditore.                    Sara invece aveva bisogno di tempo per elaborare la delusione che, come un’onda, l’aveva travolta all’improvviso e fatta rotolare a testa in giù, stordendola e disorientandola.

Ecco, credo che in questo piccolo pezzo che vi ho riportato, ci sia espresso tutto il dolore che si può provare. La delusione, lo stordimento, l’incredulità, le scelte che gli altri indirettamente prendono per te.

Questo libro conta solo 125 pagine, ma sono pagine vissute. Vi consiglio di leggerlo: se avete già affrontato questo dolore, vi aiuterà a essere più forti, a non sentirvi soli, a essere capiti e consolati; se invece non vi è mai successo, è un buon promemoria perché ciò non accada, almeno da parte vostra. Il dolore che trasuda da queste pagine, vi farà sentire parte della storia anche se quella sofferenza, fortunatamente, non vi ha mai sfiorato.

Grazie alla scrittrice Alessandra D’Alessandro per avermi inviato questo romanzo. Ci ho lasciato una parte di me, una parte che mi ha fatto molto male ma che mi ha resa quella che sono oggi. Grazie perché mi sono sentita meno sola e capita. Grazie perché, grazie a Sara e Giacomo, ho finalmente realizzato che il mio dolore è sepolto, passato e non può più farmi male. Grazie davvero!

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