[Recensione #22] I peccati della geisha di Kyoto di Éric LeNabour

Oggi vi parlo di un libro che ho terminato qualche giorno fa: I peccati della geisha di Kyoto di Éric LeNabour, edito Newton Compton Editori.

978-88-541-5585-5_IPeccatiDellaGeishaDiKyotoÉric LeNabour | I peccati della geisha di Kyoto | Newton Compton | € 9,90 | Pag. 352

Kyoto, 1904. Dopo il misterioso assassinio dei suoi genitori, ricchi industriali della seta, la giovanissima Myako Matsuka viene posta sotto la tutela di suo fratello Naoki. Ma quando scoppia la guerra contro i russi e Naoki parte per il fronte, spetta a lei prendere le redini dell’impresa di famiglia. È allora che Myako scopre le orribili condizioni di lavoro degli operai e non esita a mettersi dalla loro parte, disobbedendo alle raccomandazioni del fratello.
Fiera e indipendente, Myako dovrà però presto fare i conti con l’amore: quello torbido e incontrollabile che prova per Allan Pearson, un diplomatico inglese, e quello tenero e inconfessato che invece nutre per lei Martin Fallières, un giovane esiliato francese appassionato di arte. Torturata dal desiderio di scoprire la verità sulla morte dei genitori, lacerata da passioni d’amore contrastanti e dall’impossibilità di conciliare il dovere che ha verso la famiglia con le aspirazioni di giustizia e libertà, Myako sarà costretta a compiere scelte dolorose che, inaspettatamente, riporteranno a galla gli spettri del passato.

LA MIA OPINIONE

Ambientato nel Giappone di inizio novecento, questo romanzo ci racconta la vita di Myako: ventuno anni, con un talento straordinario per il disegno, orfana e affidata al fratello Naoki. Da quando sono stati ritrovati i cadaveri dei suoi genitori, non riesce a darsi pace. Vorrebbe sapere di più sulla loro morte, ma con qualsiasi persona lei tratti l’argomento questo viene troncato sul nascere. Cosa c’è da nascondere? Quale segreto inconfessabile c’è dietro questa morte? Perché tutti sembrano sapere cosa sia successo, mentre a lei viene negato? Sono domande che si pone spesso, ma non trova mai la risposta.
Suo fratello, Naoki, specialmente, le dice che ci sono cose che è meglio che non sappia. 

Mentre lei si domanda ancora quale sia il mistero, Naoki la mette al corrente della sua imminente partenza per il fronte; infatti, sta per scoppiare la guerra tra il Giappone e la Russia e Naoki vuole assolutamente esserci, per difendere la sua patria.
Le lascia così l’impresa di famiglia da gestire, la seteria Matsuka, dandole dei consigli su come muoversi in sua assenza. Però, appena vede le condizioni in cui sono costrette a lavorare le operaie, Myako lascia da parte tutte le dritte del fratello per poter migliorare la vita lavorativa di quelle donne. Akiro Tanaka, l’uomo che Naoki le ha affiancato per questo lavoro, non è d’accordo con questa decisione. A lei non piace, ma il fratello ne ha parlato benissimo; eppure la sensazione che voglia comandare alla seteria non la abbandona.

Naoki, inoltre, vorrebbe che sposasse Kodo Kobayashi, ma lei lo trova ripugnante; «Preferirei lavorare in un bordello di Gion», questo è il suo pensiero riguardo quel matrimonio.
Myako è innamorata follemente di Allan Pearson, un inglese già sposato con la figlia del console d’Inghilterra, Sir Douglas Harding.
Non sa però a quali scelte la porterà quell’amore e, soprattutto, a quali conseguenze.

I peccati della geisha di Kyoto è un romanzo in cui vediamo la trasformazione della protagonista, il suo dolore, la voglia di conquistare la sua libertà.
Anche se con qualche errore ortografico dovuto alla stampa, il libro si legge in maniera veloce. Éric LeNabour è capace di farti entrare nella storia, quasi come se quelle scene le stessi vivendo anche tu.
Ho odiato alcuni comportamenti della protagonista, ma la sensazione di disgusto che mi ha suscitato il personaggio di Allan Pearson è inspiegabile. Un uomo che crede di essere il migliore al mondo, di poter controllare e manipolare le persone a suo piacimento ma che, in fondo, non è che un essere piccolo a cui la vita riserva ciò che merita. Dalle mie parti si dice “Vai per fregare e rimani fregato”; ecco, questo rispecchia totalmente lui e la sua vita.

Se siete indecisi se leggerlo o meno, io vi consiglio di farlo. Lasciatevi trasportare nel Giappone di inizio novecento e dalle loro usanze. Lasciatevi trasportare nella cerimonia del tè o nelle lezioni per imparare l’arte della spada.
Dopo che avrete fatto tutto ciò, fatemi sapere cosa ne pensate. Intanto vi lascio una citazione tratta da questo libro:

Abbiamo un modo di dire in Giappone: “In questo istante, e non più lontano”. Non bisogna rimpiangere nulla, Martin, è meglio vivere nel presente che nei ricordi, soprattutto se sono tristi.

Con questo libro segno il secondo punto della Reading Challenge 2018 di Leggere ti salva. All’inizio scelto per il punto 35 (un libro arancione), ho deciso di inserirlo invece nel punto 17 (un libro ambientato in Giappone).

E voi state facendo la vostra Reading Challenge?

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