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[RECENSIONE #27] Innamorarsi in un giorno di pioggia di Jojo Moyes

Ciao amici lettori, come state? Come proseguono le vostre letture? In queste giornate fredde e piene di neve, ho terminato il libro di Jojo MoyesInnamorarsi in un giorno di pioggia.

Jojo Moyes | Innamorarsi in un giorno di pioggia | Mondadori | € 10,00 | Pag. 454

Joy sa poco di sua figlia Kate, e ancora meno sa della nipote sedicenne Sabine. Ma la relazione fra le tre generazioni di donne è destinata a cambiare quando Sabine viene mandata a casa dei nonni, in Irlanda, a trascorrere un breve periodo di vacanza. Da quella stessa casa, anni prima, sua madre KAte era fuggita, portandosi via Sabine neonata, ma ora la salute cagionevole dell’anziano padre costringe anche lei a tornare. Le tre donne si ritrovano così per la prima volta riunite sotto lo stesso tetto, e la presenza di Sabine, che porta con sé tutta l’irrequietezza e la curiosità dell’adolescenza, obbliga Joy e Kate ad affrontare quei segreti che hanno caparbiamente voluto tenere nascosti. Scavando nei dolorosi eventi del passato, Joy, Kate e Sabine impareranno verità fondamentali sull’ineludibile legame che le unisce come madri, figlie, donne. E sull’amore.

LA MIA OPINIONE

Sabine e Kate hanno un rapporto burrascoso; la figlia rinfaccia alla madre le sue continue scelte sbagliate, i suoi continui cambi di partner, il fatto che, appena le sembra di avere una famiglia normale, riesca a rovinare tutto. Kate decide di mandare sua figlia in Irlanda, dai suoi nonni, per poter affrontare l’ennesima relazione sbagliata e la sua conseguente rottura; relazione che per Sabine era perfetta e che, secondo lei, sua madre ha rovinato perché non riesce ad avere una persona al suo fianco. In Irlanda, però, Sabine non conosce nessuno, le regole della casa sono rigide e sembra che qualsiasi cosa faccia sia motivo di critiche.
Dopo un’accesissima discussione che le ha viste protagoniste, Sabine riesce ad allacciare un rapporto con la nonna e, di conseguenza, con il nonno, tanto da voler rimanere in Irlanda e non tornare a Londra. Le sono anche d’aiuto la Signora H., la domestica di casa Ballantyne, e Thom, un ragazzo di trentacinque anni che lavora per i suoi nonni.
Quando il padre si aggrava, Kate è costretta a far ritorno in quella cittadina da cui era scappata tanti anni prima. Costretta, così, ad affrontare i fantasmi del suo passato; a dover far fronte all’indifferenza di Sabine e Joy, alle accuse di suo fratello Christopher. In casa viene trattata come se fosse un fantasma, e così si sente sempre più sola. Soffre perché non capisce dove ha fallito esattamente con sua figlia e accusa la madre di averle raccontato qualcosa di lei e averla fatta allontanare ancora di più. Dopo uno scambio di battute, Kate si scusa con Joy per non essere stata la figlia che avrebbe voluto e, così, viene a galla un segreto che i suoi genitori hanno sempre tenuto nascosto. Capisce che anche sua madre non ha avuto una vita semplice e che quella che vede ora è solo una corazza che si è costruita addosso.

Adoro il modo di scrivere di Jojo Moyes, il suo stile, il suo descrivere talmente bene i protagonisti e i loro sentimenti da sembrare quasi di conoscerli personalmente. Il libro si legge velocemente, la scrittura è fluida e semplice. In questo romanzo ho trovato solo un neo: il finale. Non per come sia terminato il libro e la storia, ma perché sembra quasi scritto velocemente rispetto al resto, come se volesse terminarlo in fretta. Avrei preferito che avesse approfondito di più alcuni aspetti: il rapporto di Kate con i suoi genitori Joy e Edward; il pensiero di Edward, di cui non c’è traccia in tutto il romanzo. Un romanzo che ho apprezzato comunque e che consiglio, soprattutto a chi è amante del genere e della scrittrice.

Voi lo avete letto? Cosa ne pensate?

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