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[RECENSIONE #33] Tredici di Jay Asher

Premere PLAY la prima volta è stato facile. Un gioco da ragazzi. Non avevo idea di cosa ci fosse registrato. Ma adesso, è una delle sensazioni più terrificanti che abbia mai provato.

Oggi vi parlo di Tredici dello scrittore statunitense Jay Asher. Un libro difficile da digerire; sembra che la tematica e le cause che l’hanno scatenata non ci appartengano ma, purtroppo, credo che sia molto più vicina alla realtà di quanto non crediamo.

Jay Asher | Tredici | Mondadori | € 17,00 | Pag. 233

“Ciao a tutti. Spero per voi che siate pronti, perché sto per raccontarvi la storia della mia vita. O meglio, come mai è finita. E se state ascoltando queste cassette è perché voi siete una delle ragioni. Non vi dirò quale nastro vi chiamerà in causa. Ma non preoccupatevi, se avete ricevuto questo bel pacco regalo, prima o poi il vostro nome salterà fuori… Ve lo prometto.” Quando Clay Jensen ascolta il primo dei nastri che qualcuno ha lasciato per lui davanti alla porta di casa non può credere alle sue orecchie. La voce che gli sta parlando appartiene ad Hannah, la ragazza di cui è innamorato dalla prima liceo, la stessa che si è suicidata soltanto un paio di settimane prima. Clay è sconvolto, da un lato non vorrebbe avere nulla a che fare con quei nastri. Hannah è morta, e i suoi segreti dovrebbero essere sepolti con lei. Ma dall’altro, il desiderio di scoprire quale ruolo ha avuto lui nella vicenda è troppo forte. Per tutta la notte, quindi, guidato dalla voce della ragazza, Clay ripercorre gli episodi che hanno segnato la sua vita e determinato, in un drammatico effetto valanga, la scelta di privarsene. Tredici motivi, tredici storie che coinvolgono Clay e alcuni dei suoi compagni di scuola e che, una volta ascoltati, sconvolgeranno per sempre le loro esistenze.

LA MIA OPINIONE

Quando ho inserito nella mia wishlist questo libro, sapevo a grandi linee di cosa parlasse. Mio fratello e mia cognata hanno visto la serie su Netflix e l’hanno consigliata a me e a mio marito. Ovviamente non l’abbiamo ancora vista perché io stavo aspettando di poter leggere prima il libro. Ora che l’ho fatto, però, non sono pronta per guardarla. Il libro mi ha messo un’angoscia allucinante, soprattutto perché le motivazioni, alcune banali altre invece serie, sono talmente reali da rendere così reale anche il libro.

Hannah Baker si è suicidata. Prima di farlo, però, ha registrato sette cassette che contengono, su ogni lato, i nomi di chi ha contribuito alla sua decisione finale. Clay si trova così, da un giorno a un altro, ad essere accusato di aver istigato il suicidio di Hannah o, almeno, di esserne uno dei tredici motivi. Per capire cosa abbia fatto senza rendersene conto dovrà ascoltare tutte le cassette, solo così saprà di cosa lo accusa la sua amica. Ma sarà una sofferenza e dal quel momento la sua vita cambierà: ascoltare la voce di Hannah, dopo la sua morte, gli sembra quasi surreale, ma scoprire di cosa sono state capaci le persone che conosce sarà la parte più difficile. Vivere con la consapevolezza di non aver fatto abbastanza credo che sia una delle cose più dolorose che si possano provare, soprattutto quando è ormai troppo tardi e non si può più rimediare.

Dire che il libro mi è piaciuto è dire davvero poco. Nonostante l’angoscia e il dispiacere che mi ha fatto provare, è un libro che consiglio. Tutti dovrebbero leggerlo perché potrebbe cambiare alcuni modi di pensare, alcuni modi di agire e prendere atto delle conseguenze che potrebbero avere le nostre azioni.

Quel giorno, come al solito, una campanella ha tintinnato sopra la porta al mio ingresso. […] Ho scelto una delle barrette dolci dell’espositore davanti al bancone, ma non saprei dirvi quale, non me lo ricordo.
Se volessi, potrei dirvi il nome della persona che è entrata nel negozio mentre rovistavo nello zaino in cerca dei soldi. Lo ricordo benissimo. Ma era solo uno dei numerosi imbecilli che ho incontrato sul mio cammino, negli anni.
Non so, forse dovrei elencarli tutti. Ma visto che parliamo di te, Alex, il suo gesto – il suo orribile, schifoso gesto – è stato solo una conseguenza del tuo.

È un libro scorrevole, scritto in modo semplice e lineare. Ho apprezzato molto l’alternanza tra le registrazioni di Hannah e i pensieri di Clay. In questo modo lo scrittore ci fa capire le dinamiche, lo svolgimento delle varie vicende.

Alla fine del libro troverete il vero finale che aveva scritto inizialmente Asher, prima di cambiarlo in quello che conosciamo. Anche il titolo, all’inizio, non era Tredici, ma Dodici più uno, ma la casa editrice ha consigliato di cambiarlo.

Voi lo avete letto? Cosa ne pensate?

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