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[RECENSIONE #37] Non ditelo allo sposo di Anna Bell

È una legge universale: il giorno del suo matrimonio, ogni donna dovrebbe sentirsi una principessa. E io mi ci sento eccome, quando abbasso lo sguardo sul mio abito: è così vaporoso, candido e impalpabile da far invidia a una meringa.
[…] Porgo il bouquet alla mia amica Lou, la damigella d’onore, che indossa un semplice abito viola in stile impero, bello quasi quanto il mio. Accanto a lei c’è mia sorella, con quell’angioletto della mia nipotina che le sia aggrappa alla gamba.
È il giorno più bello della mia vita. Sono una vera principessa.
E proprio in quell’istante perfetto, il computer emette il suono peggiore immaginabile. L’applauso registrato mi riscuote dal sogno a occhi aperti e mi riporta alla mia triste e angusta cameretta.

Vi parlo oggi di un libro che ho terminato la scorsa settimana e che definirei carino, senza troppe pretese.

Anna Bell | Non ditelo allo sposo | Tre60 | € 9,90 | Pag. 320

Penny ha sempre sognato una cosa sola: un matrimonio da favola. Una cerimonia da principessa, un vestito da sogno e una festa indimenticabile. Da brava formichina, ha risparmiato per anni. Poi però, da stolta cicala, ha perso tutto. E adesso che Mark ha finalmente chiesto la sua mano, cosa può fare? Esisterà pure un modo per rimediare a un simile disastro! Calma e sangue freddo. Serve un piano perfetto. Primo passo: silenzio assoluto con Mark. Non deve sapere niente. Secondo passo: fingere che tutto vada bene, benissimo. Terzo passo: organizzare il matrimonio da sola. Funzionerà? Chissà… ma una cosa è fondamentale: non dite assolutamente nulla allo sposo! 

LA MIA OPINIONE

Quando ho visto per la prima volta questo libro, mancava poco più di un mese al mio matrimonio. Ero con quello che poi è diventato mio marito in giro per alcune librerie. Sono subito stata attratta dal titolo, e quando poi ho visto il mio lui fissarmi con uno sguardo interrogativo, ho capito che quel libro me lo sarei portata a casa… e così è stato.

Come al mio solito, non ho letto la trama quindi non sapevo di cosa parlasse fino al momento in cui ho deciso di leggerlo.

Penny sogna il suo matrimonio da quando era una bambina, ne ha parlato sempre apertamente con tutti, e sta aspettando solo la proposta di Mark. L’abito di Vera Wang, le scarpe di Jimmy Choo, il castello in Scozia, l’animatori, lo zucchero filato: queste sono solo alcune delle cose che la protagonista vorrebbe al suo matrimonio. E potrebbe averle, avendo aperto un conto con Mark per risparmiare e raggiungere il budget adatto. Ma, purtroppo, ha perso la maggior parte dei soldi giocando al bingo e ora ne sono rimasti pochissimi.

Quando il suo fidanzato le chiede la mano, va nel panico perché dagli estratti conto si potrebbe accorgere che Penny ha giocato online e così decide di organizzare il matrimonio come in un programma alla tv, “Non ditelo alla sposa” che per questa occasione sarà cambiato in “Non ditelo allo sposo”. Lui accetta, ma quando lei scopre che il budget è diminuito di molto, sa che non potrà più avere il matrimonio dei suoi sogni e che dovrà mettercela tutta per poterci rientrare. Rinuncerà al matrimonio da favola?

Il romanzo di Anna Bell è leggero, scorrevole e si legge senza impegno. L’autrice tratta un tema delicato, il gioco d’azzardo, che per chi ne è fuori può sembrare una stupidaggine, ma per chi entra in quel contesto può risultare difficile anche ammettere di farne parte. Ovviamente nel romanzo è trattato in modo semplice, ma fa anche capire le difficoltà per uscirne.

Se avessi scritto la recensione appena terminata la lettura, a caldo, non vi avrei consigliato questo libro. Lo avrei definito semplicemente carino. Ragionandoci sopra, invece, mi sono resa conto degli sforzi che una persona fa quando cerca di uscire dal giro, quando cerca di riprendere in mano la propria vita, quanta paura ha di dire la verità anche alle persone più vicine e, soprattutto, quanto le riesce difficile ammettere anche con sé stessa il problema.

Nei ringraziamenti:

“L’argomento della dipendenza dal gioco è trattato con leggerezza in questa commedia romantica, ma è un problema serio. Vorrei ringraziare le persone che mi hanno aiutata con questi elementi della storia condividendo esperienze molto personali.”

Rispetto alla prima impressione, vi dico che è un libro che consiglio, può farvi capire cosa provano le persone che purtroppo sono dipendenti dal gioco d’azzardo.

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