[LIBRI CENSURATI] Fanny Hill. Memorie di una dama di piacere di John Cleland

Buon pomeriggio, amici lettori, come state trascorrendo questa domenica?

Torna la rubrica Libri censurati e, oggi, vi parlo di Fanny Hill. Memorie di una dama di piacere di John Cleland.

 Le folli e lussuriose vicende della giovane Frences (Fanny) Hill vengono raccontate tramite le lettere di quest’ultima a una donna ignota. Fanny, dopo la morte dei genitori, parte per Londra con una concittadina, ma giunta nella capitale viene abbandonata da quest’ultima. La giovane spera di trovare lavoro come domestica dalla ricca Signora Brown che scoprirà invece essere tenutaria di un bordello e intenzionata a vendere la verginità dell’ingenua Fanny. Da quel momento la vita di Fanny precipiterà in un oceano burrascoso dalle tinte erotiche e seducenti. Tra passioni, lussuria e fughe d’amore, la nostra giovane e bizzarra eroina dovrà combattere contro un destino avverso che la tiene separata dal suo unico vero amore. Tra le avventure e disavventure, che hanno reso questo libro il più perseguitato e bandito della letteratura inglese, Fanny dovrà mettere a dura prova se stessa nel travagliato tentativo di ricongiungersi al suo amato.

CENSURA E PUBBLICAZIONE

È stato considerato la prima pornografia inglese originale in prosala prima pornografia a ricorrere in forma di romanzo. Noto anche come uno dei libri più tormentati e banditi della letteratura, è diventato un sinonimo di oscenità.

Il romanzo fu pubblicato in due parti e, in un primo momento, nessuno si oppose. Solo nel novembre del 1749, un anno dopo l’uscita della prima parte, lo scrittore e l’editore furono arrestati con l’accusa di corrompere i sudditi del Re. In tribunale, Cleland rinnegò il romanzo e la sua pubblicazione fu ufficialmente ritirata. Continuarono comunque a circolare i libri nel mercato illegale. 

Il libro fu pubblicato anche negli Stati Uniti, dove nel 1821 fu bandito dalla Corte del Massachusetts in quello che fu il primo caso di oscenità della Nazione. Nel 1963, la G. P. Putnam’s Sons, una delle case editrici principali statunitensi con sede a New York, pubblicò il romanzo col nuovo titolo Memorie di una donna di piacere che fu ugualmente pribito per offesa alla morale pubblica. Nel 1966, dopo che l’editore citò il divieto in tribunale, la Corte Suprema degli Stati Uniti d’America stabilì che il romanzo non poteva essere bollato come osceno. Nel 1973, entrò in vigore il Miller Test e il ban fu revocato.

Lo storico d’arte Johann Joachim Winckelmann ne consigliò la lettura per la sua raffinata sensibilità e le sue nobili idee espresse in un elevato stile pindarico.

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