[RECENSIONE #44] Sotto gli alberi di Thomas Hardy

Per gli abitanti del bosco ogni specie di albero ha una sua voce e un suo aspetto. Al passare del vento gli abeti singhiozzano e gemono non meno di quanto ondeggino, l’agrifoglio fischia e lotta contro se stesso, il frassino sibila e freme, il faggio fruscia mentre i suoi rami piatti si alzano e si abbassano.

Thomas Hardy | Sotto gli alberi | Fazi editore | € 17,00 (cartaceo) – € 9,99 (eBook) | Pag. 236

Dick Dewy, figlio di un carrettiere e suonatore di violino, fa parte del coro della parrocchia di Mellstock, piccolo paesino immerso nella campagna inglese. Il giorno in cui il coro si esibisce alla scuola del paese, s’innamora a prima vista di Fancy Day, l’affascinante direttrice. Ma non è l’unico: dovrà infatti vedersela con numerosi altri pretendenti, fra i quali il nuovo vicario, il giovane e intraprendente Mr Maybold. Questi, oltretutto, animato da un desiderio di modernizzazione, è anche intenzionato a sostituire il vecchio coro e i suoi anziani membri con un organo meccanico. La battaglia per la sopravvivenza del coro sarà dura e costellata di peripezie. Ambientato in una splendida campagna inglese, “Sotto gli alberi”, dai toni allegri e idilliaci, è il più divertente tra i romanzi di Hardy e attinge con grande capacità affabulatoria alla migliore tradizione umoristica inglese. Tuttavia, la storia non manca di un retrogusto amaro, pervasa dalla consapevolezza di un mondo che, suo malgrado, sta diventando anacronistico. Scritto nel 1872 e periodicamente revisionato fino al 1912, il romanzo costituisce un importante passaggio all’interno dell’opera di Thomas Hardy.

LA MIA OPINIONE

Non conoscevo, prima di leggere questo romanzo, lo stile di Hardy, né conoscevo le sue opere, anche se nella mia libreria ne è presente una. Ringrazio, quindi, la casa editrice per avermi inviato l’eBook e avermi dato così la possibilità di leggerlo e conoscerlo.

Non leggo molto i classici, non perché non mi piacciano ma semplicemente perché li guardo con una sorta di paura; e questa è la prima volta che ne recensisco uno. Vi parlerò semplicemente di ciò che ho letto e di ciò che mi ha trasmesso, così da non complicarmi molto la vita.

Dick Dewy, protagonista del romanzo e appartente al coro della parrocchia di Mellstock, nel Wessex, si innamora perdutamente di Fancy Day, la nuova direttrice della scuola, arrivata da poco in paese. Se ne innamora subito, dal primo istante, ma dovrà fare i conti con Mr Maybold, il nuovo vicario, che vuole attuare anche dei cambiamenti in paese, e Mr Shiner: entrambi sono affascinati dalla ragazza. Chi lo conosce bene, nota subito dei cambiamenti in lui:

«Temo che Dick si sia perso», disse il carrettiere
«Cosa? No!», disse Mail, suggerendo con il suo contegno che per lui era molto più normale riferire ciò che non veniva detto piuttosto che sbagliarsi nel dare il suo parere.
«Si», disse il carrettiere, continuando ad osservare Dick che avanzava ignaro. «Quello che vedo non mi piace per niente! Vedo troppi di quegli sguardi fuori dalla finestra senza che ci sia niente da vedere, troppo lucidare gli stivali, troppo sbirciare dietro gli angoli, troppo guardare l’orologio, raccontare di cose intelligenti che ha fatto lei fino a esasperarci e poi, al minimo accenno alla questione, sprofonda in un silenzio terribile. Ci sono passato anch’io una volta e ne riconosco il paesaggio, compari; e Dick si è perso!». Il carrettiere si girò di un quarto e sorrise un triste sorriso sarcastico all’indirizzo della luna nuova che calava, e che in quel momento aveva colpito la sua attenzione.

Nonostante i tanti pretendenti, Dick non ha mai perso la speranza e con caparbietà riesce a conquistare Fancy Day. Lei, nonostante abbia preso un impegno con lui, continua a comportarsi come faceva quando era libera sentimentalmente: essere ammirata dalla gente per la sua bellezza per lei è quasi una fonte di vita. E da qui, inizierà la loro lotta per stare insieme, ma ci sarà anche qualche piccolo segreto.

Il libro scorre velocemente senza intoppi, senza particolari colpi di scena. Forse uno ma, avendo conosciuto Francy Day durante la lettura, non so se si possa definire così.
Dick è il classico ragazzo ingenuo, che si innamora della donna sbagliata: sì, per me Francy Day è la donna sbagliata per Dick Dewy. Lui ingenuo, buono, sincero; lei vanitosa, egoista, fredda.
Mi sono piaciuti molto gli altri componenti del coro: Michael Mail, Robert Penny, Elias Spinks e Thomas Leaf, oltre a Reuben Dewy, il padre di Dick. I loro dialoghi mi hanno fatto sorridere e mi hanno tenuta compagnia fino alla fine.

Come ho già detto prima, non ho letto altro di questo scrittore quindi non ho niente con cui poterlo paragonare, ma due cose posso dirle: se lo conoscete e lo amate, allora questo libro è da non perdere; se, invece, come me non avete mai letto nulla di suo, non credo che sia il romanzo adatto da cui iniziare.

Sapete consigliarmi qualche altro titolo di Thomas Hardy? Nella mia libreria è presente Tess del d’Urbervilles: credete sia il romanzo adatto per conoscerlo e amarlo come credo che meriti? Aspetto i vostri consigli.

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