[OGGI PARLIAMO DI…] Nasceva 89 anni fa Oriana Fallaci

[OGGI PARLIAMO DI…] Nasceva 89 anni fa Oriana Fallaci

Ricorrendo oggi il giorno della nascita di Oriana Fallaci, ho deciso di parlarvene in questa rubrica.

Nata il 29 giugno 1929, esattamente 89 anni fa, Oriana Fallaci è stata una scrittrice, giornalista e attivista italiana. Prima di quattro figlie, anche loro giornaliste e scrittrici, fu coinvolta già da giovanissima nella Resistenza Italiana dal padre, attivo antifascista. Così si unì alle Brigate Giustizia e Libertà (brigate partigiane costituite nell’ambito della Resistenza Italiana), vivendo in prima persona i drammi della guerra. Per il suo attivismo durante la guerra ricevette, a 14 anni, un riconoscimento d’onore dall’Esercito Italiano.

Dopo aver conseguito la maturità e aver frequentato inizialmente Medicina e Chirurgia all’Università di Firenze, la Fallaci si iscrisse alla facoltà di Lettere e Filosofia senza, però, concludere gli studi. Iniziò, così, a dedicarsi al giornalismo, spinta ance dallo zio Bruno Fallaci, egli stesso giornalista.

Il suo primo lavoro fu al Mattino dell’Italia centrale dove si occupò di vari argomenti; il quotidiano interruppe la loro collaborazione dopo che la Fallaci si rifiutò di scrivere un articolo contro Palmiro Togliatti, come le aveva imposto il direttore.

Si trasferì successivamente a Milano dove iniziò a lavorare al settimanale Epoca di Mondadori. Si occupava di limare e correggere gli articoli dei collaboratori, per non essere favorita dallo zio, a quel tempo direttore del settimanale. Nel 1954 fu assunta dal direttore dell’Europeo dopo aver rassegnato le dimissioni, in seguito al licenziamento dello zio. Si trasferì a Roma, per lavorare al settimanale, e nel 1956 andò a New York per scrivere di divi e mondanità. Da questa esperienza scrisse il suo primo libro, I sette peccati di Hollywood edito Longanesi, dove racconta i retroscena della vita mondana di Hollywood.

Gli anni sessanta furono anni di viaggi, corrispondenze, guerre e racconti.

Nel 1961 realizzò un reportage sulle condizioni della donna in Oriente, Il sesso inutile edito Rizzoli, e divenne il suo primo successo editoriale. L’anno seguente pubblicò Penelope alla guerra e, nel 1963, Gli antipaticiTutti libri che ottennero un elevato successo e che vennero tradotti nelle principali lingue occidentali. Se il sole muore, pubblicato nel 1965, invece, è un diario dell’esperienza fatta dalla scrittrice, negli Stati Uniti d’America, in occasione dello sbarco americano sulla luna.

Nel 1967 volò in Vietnam per fare da corrispondente per l’Europeo. Le esperienze di guerra vissute in prima persona furono raccolte nel libro Niente e così sia, pubblicato nel 1969. Sempre come corrispondente di guerra, seguì anche i conflitti tra India e Pakistan, in Sud America e in Medio Oriente.

Nel 1973 conobbe Alexandros Panagulis, un leader dell’opposizione greca al Regime dei Colonnelli, perseguitato, torturato e incarcerato a lungo. Diventò suo compagno fino alla sua morte, avvenuta il 1° maggio 1976, a causa di un misterioso incidente stradale. Secondo quanto scrisse, la scrittrice rimase incinta di Panagulis, ma ebbe un aborto spontaneo dopo un loro litigio. Dalla mancata maternità, scrisse Lettera a un bambino mai nato. Fu un grande successo editoriale, da 4 milioni di copie. Secondo il nipote, però, la storia raccontata non si riferirebbe a quella con il leader greco.

Nel 1975, insieme, collaborarono alle indagini sulla morte di Pier Paolo Pasolini, loro amico. Proprio la Fallaci fu la prima a denunciare il movimento politico dell’omicidio del poeta.

La storia di Alekos Panagulis, invece, venne raccontata nel romanzo Un uomo, pubblicato nel 1979, oltre che in Intervista con la storia, dove venne raccolta una lunga intervista. Secondo la Fallaci, l’incidente di cui è stato vittima il suo compagno è stato un vero e proprio omicidio politico. La sua morte segnò indelebilmente la vita della scrittrice.

Sempre in Intervista con la storia (1974), vennero raccolte alcune interviste con importanti esponenti della politica.

Nel 1977 le venne consegnata la Laurea Honoris Causa in letteratura. Il rettore del Columbia Collage di Chicago la definì uno degli autori più letti e amati del mondo.

Ha scritto e lavorato per numerosi giornali tra cui: New Republic, New York Times Magazine, The Washington Post Corriere della sera.

Dopo l’uscita di Insciallah, nel 1990, la Fallaci si isolò andando a vivere a New York. Qui cominciò un romanzo che venne interrotto dai fatti dell’11 settembre 2001. In questo periodo, scoprì di avere un cancro ai polmoni. Anche essendo un’accanita fumatrice, attribuì la maggior responsabilità ai fumi dei pozzi di petrolio fatti bruciare da Saddam Hussein, in Kuwait.

I suoi libri e articoli sull’11 settembre suscitarono sia elogi sia constatazione nel mondo politico.

Nel 2005 il quotidiano Libero lanciò una raccolta di firme affinché il Presidente della Repubblica le conferisse il titolo di senatrice a vita.

Oriana Fallaci morì a Firenze il 15 settembre 2006, a 77 anni, a seguito di un peggioramento delle sue condizioni di salute. Avrebbe voluto passare gli ultimi giorni della sua vita nella Torre del Mannelli, ma ciò non fu possibile per l’inadeguatezza del luogo a ospitare una persona in precario stato di salute. Così venne ricoverata e morì nella clinica Santa Chiara.

La scrittrice è sepolta nel cimitero degli Allori, nella tomba di famiglia accanto a un cippo commemorativo di Alekos Panagulis.

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