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[RECENSIONE #50] Donne che vorresti conoscere di Emanuela Zuccalà

[RECENSIONE #50] Donne che vorresti conoscere di Emanuela Zuccalà

Dall’introduzione:
Da giornalista, ho iniziato a scrivere di donne perché, nonostante detesti profondamente l’espressione “sesso debole”, globalmente corrisponde ancora a verità.

Emanuela Zuccalà | Donne che vorresti conoscere | Infinito Edizioni | € 14,00 (cartaceo) – € 6,49 (eBook) | Pag. 208

Voci fuori dal coro, voci di donne. Caparbie, coraggiose anche quando fragili, capaci di restituirci un esempio di resistenza, di ottimismo, di speranza.
In un libro scritto tra reportage giornalistico, cronaca e profondo colloquio intimo, le protagoniste mettono a nudo la loro esperienza toccando i nodi più cruciali dei diritti femminili violati.
Hope, Agnèse, Patrizia e le altre ci parlano di subalternità di genere, di stupri di guerra, di maltrattamenti domestici, di traffico di bambine, di mutilazioni genitali, di morte sociale dopo un abuso sessuale. Ma raccontano anche e soprattutto di gesti eroici, piccoli o immensi, privati o ampiamente comunitari, compiuti da queste donne con un’ostinazione che rende i loro vissuti speciali e d’ispirazione per tutte coloro che non vogliono arrendersi alle ingiustizie e alla violenza.
“Questo libro non è un inno alla fragilità e non è un elenco di vittime. È un modo di raccontare la storia. E la storia, qui, non è quella delle grandi imprese dei libri di scuola o delle prime pagine dei giornali, ma quella di una parte del mondo che fa poco rumore e spesso rimane in un cono d’ombra. È una storia trasversale”

LA MIA OPINIONE

Inizio con il ringraziare con il cuore la casa editrice per avermi dato l’occasione di leggere questo libro, e per avermi aspettata. Non è molto facile parlarne: ci sono descritte delle atrocità difficili da leggere, figurarsi da vivere.

Provo a parlarvene nel modo più semplice possibile. Emanuela Zuccalà, in questo libro, ci racconta diverse storie, ventisei per l’esattezza: storie dolorose, situazioni difficili da comprendere, accadimenti allucinanti anche solo da immaginare. Si passa dalla prostituzione allo stupro di gruppo, dalla violenza domestica ai crimini contro l’umanità, dalle mutilazioni genitali femminili all’indipendenza. L’autrice ci fa incontrare persone che finalmente hanno avuto il coraggio di raccontare la loro storia, il loro passato, la loro sofferenza. Ma non è solo questo: ci viene raccontato di come si sono rialzate, di come con orgoglio e dignità sono risalite dal buco nero che le aveva inghiottite. La loro forza è un qualcosa di straordinario, il loro coraggio è da ammirare.

Quando la Zuccalà ci racconta una storia, lo fa scrivendo il nome della protagonista e il luogo dove ciò è accaduto. E il luogo è più vicino di quanto pensiamo: l’Italia è presente in molti racconti e io stentavo quasi a crederci. Ovviamente non c’è solo il nostro paese: c’è la Repubblica Democratica del Congo, l’Algeria, la Palestina, il Sahara occidentale, la Romania, la Cambogia e molte altre. Spesso tendiamo a pensare che determinate situazioni siano lontane anni luce da noi, ma in realtà non è così. Il femminicidio, la prostituzione, i clochard, la violenza domestica, le vedove di guerra, la mafia non sono cose meno importanti di altre. Ognuna di queste ha la sua importanza e il dovere di essere conosciuta, raccontata.

In questo libro, appartenente alla collana I saggi, il lettore riesce a provare empatia con tutte le protagoniste, riesce a sentire il loro dolore, il loro grido d’aiuto. Vorrebbe voglia di conoscerle davvero, di poterle anche solo abbracciare e rassicurare, di dire che non sono sole.

Non è possibile farcela da soli, senza nessuno che ti dia almeno una piccola opportunità che poi sta a te cogliere e sviluppare.

E quando leggi questo, verrebbe solo voglia di dire: “NON SIETE SOLE”!

Donne che vorresti conoscere (titolo azzeccatissimo e veritiero perché le vorresti conoscere veramente) è tra le letture più intense e importanti che io abbia mai fatto. Rientra di diritto tra i libri che io, da oggi in poi, consiglierò e tra le letture più belle, se non la più bella, che io abbia fatto in questi sette mesi del 2018.

Acquistatelo (lo farò anche io perché merita un posto nella mia libreria), leggetelo, soffrite con le protagoniste, gioite con loro, ammirate il coraggio e la forza, la dignità e il pudore. Ne uscirete distrutte ma, allo stesso tempo, fiere di loro.

Vi lascio un piccolo passaggio, estratto dal libro, che giorni fa ho pubblicato sulle stories di Instagram:

Ringrazio ancora la casa editrice, ma questa volta i ringraziamenti vanno anche all’autrice: grazie per aver dato voce a queste donne e per aver condiviso le loro storie con noi.

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