[RECENSIONE #55] Il Quarto Vico di Marco Pennella

[RECENSIONE #55] Il Quarto Vico di Marco Pennella

Solo allora capii che la bellezza può danzare anche su un mondo di macerie.

Marco Pennella | Il Quarto Vico | Centoparole Edizioni | € 11,00 | Pag. 88

La storia del Quarto Vico comincia con David Friedrich, un giovane pianista che cerca di emergere
in una città di periferia che offre poche opportunità. Al Charles Mountain Club, un locale che
sboccia tra le Virgin Mountains e che ospita svariati e bizzarri personaggi, David farà la conoscenza
di Caspar, un pittore il cui intento è dipingere la bellezza che sporge tra il degrado della società
moderna; cercando il romanticismo lì dove gli altri vedono solo macerie.
I due ragazzi, e i loro amici, legano nel pieno di un viaggio interiore che scava e cerca soluzioni ai
conflitti, ai tormenti e alle turbe dell’animo. Caspar porterà avanti il progetto dei suoi quadri
nonostante gli attacchi degli haters che lo insultano e deridono sui social senza motivo; tuttavia,
durante il loro primo incontro, David riceve una confessione che lo spiazzerà e lo confonderà finché
non si ritroverà dinanzi al primo quadro dello stravagante artista: Caspar non sapeva dipingere, non
ha mai imparato, e del resto, non l’ha mai fatto.

LA MIA OPINIONE

Marina è una ragazza che gestisce una pagina Instagram – @lalettriceassonnata – in cui pubblica foto di libri. Il nonno possiede una bellissima libreria ed è lì che la nipote cerca i romanzi a cui scattare foto e condividere con i suoi followers.

La stanza dei libri di nonno David era una sala d’arte, con un elegante parquet in legno scuro e un variopinto tappeto persiano. Due importanti librerie coprivano metà del perimetro e ospitavano molteplici libri, diversi per forma , colore, genere e età.

Ed è proprio mentre da un’occhiata a queste librerie che Marina viene attratta da un libro riposto sopra una mensola, rivestito da una copertina in pelle molto particolare. Quando chiede al nonno di cosa si tratti, lui le spiega che è un diario scritto in un momento molto particolare della sua vita. Un diario che nessuno aveva mai letto, prima di Marina.

La nipote posò gli occhi su quel libro, domandandosi se fosse il caso di sfogliare quelle pagine o se fosse più educato riporre la curiosità lì, dove l’aveva scovata.
«Se ne hai piacere accomodati pure, sei abbastanza grande da conoscere alcuni aspetti della mia vita di cui non abbiamo mai parlato».
«Nonno – lo fermò Marina, ancora preoccupata – sicuro?» intimò con dolcezza.
«Se ne sei sicura tu» sorrise e si congedò.

Da quel momento, Marina viene a conoscenza di un momento particolare della vita del nonno David. Un ragazzo con la passione per il pianoforte, che spesso si fa sopraffare dall’ansia. Ma la storia non racconta solo questo: David scrive anche di quando ha stretto amicizia con Caspar, un pittore che, in realtà, non ha mai dipinto. Scrive delle prese in giro e delle derisioni subite da Caspar; del suo modo di continuare a fare quello che ama, nonostante le continue offese. Con loro ci sono anche Marta, migliore amica di David, e Pietro – detto Rombo – che, sotto l’aspetto da duro, nasconde tanta insicurezza.

«Non ti mette ansia tutta questa gente?»
«Un po’, ma quando si è con gli amici si affronta tutto, no?»

Il romanzo di Marco Pennella, anche essendo breve, riesce a trasmettere le emozioni che provano i personaggi; la loro amicizia che si fa ogni giorno più forte; la loro voglia di combattere contro l’ansia, l’insicurezza, i bulli e la società sempre pronta a giudicare; la loro voglia di rivalsa e di realizzazione dei propri sogni. Purtroppo un avvenimento che non si immagina, spezza tutto.

Il libro – o meglio, diario – scritto da David si interrompe dopo questa disgrazia; riprende solo alle ultime pagine, dove scrive come sarebbe dovuta finire in realtà.

La scrittura è chiara, semplice, ma non banale; la storia è originale e mi è piaciuta molto la scelta di introdurla con un incontro nipote-nonno e dare, così, la possibilità alla nipote di scoprire qualcosa sul passato del nonno.

Ringrazio infinitamente la casa editrice Centoparole Edizioni per avermi fatto leggere questo bellissimo libro. Un libro con pochissime pagine, leggibile in poche ore, ma capace di scatenare forti emozioni. E, ovviamente, i miei più sinceri complimenti all’autore.

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