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[INTERVISTA] Quattro chiacchiere con… Massimiliano Alberti, autore de L’invitato

[INTERVISTA] Quattro chiacchiere con… Massimiliano Alberti, autore de L’invitato

Buon pomeriggio, amici e lettori. Come state? Come procedono le vacanze? Oggi sono qui perché ho avuto il piacere di scambiare qualche parola con Massimiliano Alberti, l’autore de L’invitato (Qui la recensione). Ci ha parlato di lui, dei social, dei particolari che gli sono capitati con alcuni blogger, e ovviamente del suo esordio. Siete curiosi di sapere cosa ci ha risposto? Non vi resta che leggere l’intervista!

Benvenuto Massimiliano sul blog Leggere ti salva. È un vero piacere per me averti mio ospite. Per rompere il ghiaccio, raccontaci un po’ di te. Chi è Massimiliano?

Piacere mio, mi sento onorato. Per quanto riguarda la domanda che mi hai posto su chi è Massimiliano, posso risponderti che a volte non lo so nemmeno io. Quello che so per certo, è che so dove si trova la mia musa e che cosa voglio di più nella mia vita, cosa non sempre scontata considerando che molti si accontentano senza ricordarsi che non avranno un’altra possibilità…

Vuoi raccontarci come è nato “L’invitato”? I personaggi sono frutto della tua fantasia o hai preso ispirazione da qualcuno di tua conoscenza?

L’invitato nasce come un messaggio destinato a pochi, poi questo messaggio è diventato un libro… il destino ha voluto così. Mi chiedi se i personaggi sono reali? È un io narrante in prima persona, sarei un bugiardo a dirti di no…

Leonardo, il protagonista, è un personaggio che, di solito, viene “odiato” nella realtà; nel tuo romanzo, invece, il lettore fa il tifo per lui. È stato molto impegnativo crearlo?

Potrei dilungarmi a lungo, ma proverò ad essere breve. Leonardo è come l’interno di un’ostrica: a qualcuno piace, a altri fa male. Dipende se hai uno stomaco forte per accettare la crudità… No, creare Leonardo è stata la cosa più naturale e di questo ne sono orgoglioso. Il mio intento non è mai stato quello di adulare il lettore, ma fare letteratura. Chi critica una narrativa per la morale credo abbia sbagliato genere… meglio che passi ai saggi o ad altre ciarlatanerie volute dai media. E se dovessimo criticare Bukowski per la morale allora?

Com’è stato il tuo percorso editoriale? Come sei arrivato alla casa editrice Infinito Edizioni?

Come tutti quelli che non hanno conoscenze: un disastro. Non pubblichi e basta. Oppure devi essere un miracolato che qualcuno legga le tue prime righe come è capitato con me con Infinito Edizioni. Quando hanno accettato la mia proposta ho pianto e bevuto, però non mi capacitavo del perché una casa editrice come loro, che tratta storici e diritti umani, avessero dato spazio a L’invitato. Poi, quando ho iniziato a leggere qualche loro libro, ho capito che facevano giornalismo e reportage crudo e reale. La mia è una narrativa cruda e reale. Qui nessuno è ruffiano… e siamo alla prima ristampa!

“L’invitato” è il tuo esordio e ci hai messo alcuni anni per scriverlo, perfezionarlo, scrivendo con un linguaggio davvero impeccabile. Stai già pensando al secondo? Puoi anticiparci qualcosa?

Per prima cosa grazie, le tue parole fanno da benzina al mio entusiasmo. Sì, sto scrivendo un secondo libro. All’inizio avevo altre idee, ma poi molti lettori mi hanno convinto a continuare la storia de L’invitato. E, forse, nel mio intimo lo volevo pure io…

 Sui social c’è stata una polemica, chiamiamola così, sull’approccio che alcuni autori hanno con i/le blogger. Quello che voglio domandarti, però, è appartenente a un’altra polemica sempre autori/blogger: dopo aver richiesto una collaborazione a un blog, ti è capitato di ricevere richieste di denaro in cambio? C’è chi usa anche questo metodo, e sarei curiosa di sapere se ne sei stato “vittima”.

La sincera verità è che i blog e i blogger sono un indice di misura reale sulla qualità di un lavoro – sommati assieme ovviamente. L’invitato, ad esempio, senza di voi sarebbe già sparito, perché spesso i librai sono i primi a sottovalutare gli emergenti – almeno che non ci sia un marchio irresistibile da schiaffare in vetrina e fare business. Un blogger, in maniera lecita, può richiedere denaro perché leggere e valutare è un lavoro, purché il risultato della critica sia reale. La scelta di un autore è libera, nessuno lo costringe. Personalmente mi è capitato in un caso – fra l’altro a un prezzo simbolico – e ho accettato. La cosa bella di tutto ciò è che ho ricevuto anche una critica negativa su un punto di vista. Ci sta. Amo la libera opinione.

Qual è stata la tua reazione?

Vediamo cosa mi proponi come supporto per il passaparola. Perché le grandi case editrici non pagano per la pubblicità di un suo autore?

Ho un’altra curiosità: dai/lle blogger hai mai ricevuto risposte seccate o sono stati/e tutti/e disponibili? C’è qualche aneddoto particolare che vuoi raccontarci?

Forse uno o due su 200 contatti sono stati/e scortesi. Avrò la mia rivincita se un domani verranno loro in cerca di me… Devo darmi da fare, lo prendo come stimolo!

Prima di salutarci, vuoi dire ai lettori per quale motivo dovrebbero leggere il tuo libro?

Non voglio sembrare arrogante, ma non  potrei esprimermi diversamente su un’opera alla quale credo tanto: leggere L’invitato non vi cambierà come persona, ma potrebbe aiutarvi a rispondere diversamente… amore, passione e spregiudicata eleganza…

Grazie per questa intervista e per la tua disponibilità. Ritornando alla polemica di cui ti ho parlato prima, voglio ringraziarti: sei stato davvero impeccabile nella tua presentazione e nel proporre la collaborazione. Spero di avere occasione di farne altre. Intanto ti auguro un grandissimo in bocca al lupo per il tuo esordio.

Sei un amore, grazie veramente di cuore… non lo dimenticherò.

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