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[RECENSIONE #62] Sharp Objects di Gillian Flynn

[RECENSIONE #62] Sharp Objects di Gillian Flynn

«Che diavolo sta succedendo laggiù?»

Gillian Flynn | Sharp Objects | Rizzoli | € 19,00 | Pag. 346

Otto anni dopo essere andata via da Wind Gap, la cittadina soffocante in cui è nata e cresciuta, Camille Preaker lascia Chicago per tornare in quel minuscolo avamposto cattolico del Missouri battista, luogo sperso nel nulla, dove la gente si illude di sapere come stare al mondo. È il giornale per cui lavora a spedirla laggiù, in seguito alla scomparsa della piccola Natalie Keene. Caso che somiglia a quello di un’altra bambina svanita nel nulla poco tempo prima, ricomparsa il giorno dopo nel letto di un torrente, strangolata. Aveva solo nove anni. Anche il cadavere di Natalie viene rinvenuto ben presto e la comunità di Wind Gap deve arrendersi all’evidenza: la mano che si è abbattuta con brutale meticolosità sulle due bambine è la stessa. A rivelarlo è un unico, macabro dettaglio. Con caparbietà, Camille porta avanti la propria indagine sfidando le rigide norme sociali di una cittadina bigotta e pettegola, ma soprattutto è costretta ad affrontare la madre, una donna fredda e manipolatrice, ammirata dai vicini e temuta dentro casa, da cui era fuggita ancora ragazza. L’inchiesta si gonfia come un fiume in piena e Camille non è più in grado di tenere a freno i ricordi e il male che contengono.

LA MIA OPINIONE

Ogni giornalista sa che, quando accade qualcosa di importante, il suo lavoro è essere presente sul luogo e cercare notizie, testimonianze. Ed è esattamente quello che succede a Camille Preaker. Il suo capo le ordina di andare a Wind Gap, dove sono avvenuti due omicidi: due ragazzine, Ann e Natalie, sono state uccise e l’assassino ha strappato a entrambe i denti.

Quello che, però, preoccupa Camille non è il servizio che dovrà svolgere, ma tornare in quella città da cui lei è fuggita tantissimi anni prima.

«Una città piccola e soffocante in cui eri costretto ogni giorno a imbatterti nelle persone che odiavi. Persone che sapevano tutto di te. Il tipo di persone che lascia il segno.»

Wind Gap è una città in cui l’apparenza è tutto, dove le persone che arrivano da fuori vengono subito giudicate e colpevolizzate. Camille ha il terrore di tornarci: dovrà affrontare di nuovo sua madre Adora; provare di nuovo dolore per la perdita della sua sorellina; imbattersi in Amma, l’altra sua sorella di cui però non sa nulla perché Camille ha lasciato la città quando era poco più che adolescente.

Si ritroverà così a dover gestire questo caso, a cercare informazioni tra gli amici, parenti, conoscenti delle vittime. Ma non è la sola cosa che farà: dovrà cercare di controllare il suo dolore e tenere a freno il suo passato, cercherà di comprendere gli atteggiamenti di sua sorella Amma e proverà a evitare sua madre. Quello che non sa, però, è che questo la porterà in un tunnel dal quale rischierà di non riuscire più ad allontanarsi. 

Ringrazio infinitamente la casa editrice Rizzoli per avermi dato l’opportunità di leggere questo romanzo d’esordio di Gillian Flynn.

Sharp Objects è un thriller in cui l’autrice analizza il rapporto madre-figlia, giocando molto sulla loro psicologia e sul loro passato. I personaggi sono ben caratterizzati: Camille è timorosa, ha un passato che vuole assolutamente cancellare, ma che le pulsa sulla pelle. Adora è la stessa persona che Camille ha lasciato tanti anni prima: fredda, impassibile, capace di incutere terrore anche alle sue amiche. Amma sembra avere, invece, due personalità: se a casa è la classica bambina che gioca con la casa delle bambole ed è obbediente, quando è fuori con gli amici è esattamente l’opposto. Capo del suo giro di amicizie, sembra che sappia solo aggredire le persone e offenderle.

Questo thriller psicologico si legge tutto d’un fiato e crea una vera e propria dipendenza. Il lettore più andrà avanti con la storia e più vorrà sapere cosa nasconde la città di Wind Gap.

Personalmente ho avuto in mente tre possibili assassini che si sostituivano man mano che andavo avanti nella lettura, per poi tornare tra i miei sospettati e poi andare di nuovo via. Solo alla fine ho potuto constatare se le mie insinuazioni fossero giuste… perché nulla è scontato in Sharp Objects.

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