[RECENSIONE #65] Ho deciso che devi morire di Natalia Lenzi

[RECENSIONE #65] Ho deciso che devi morire di Natalia Lenzi

[…] A volte, ci sono dei segni. Non sempre è un temporale che scoppia all’improvviso in un cielo sereno. A volte ci sono tuoni e fulmini ad annunciare una pioggia torrenziale. Lei, quei segni, li aveva avuti. Era stata fortunata, eppure non aveva saputo riconoscerli; non subito, almeno.

Natalia Lenzi | Ho deciso che devi morire | Giovane Holden Edizioni | € 13,00 | Pag. 168

EUR 11,05

Non può essere un errore, un eccesso, un attimo di follia, un’imprevedibile tragedia. Presentarsi a un incontro riparatore con un anello in una mano e un coltello nell’altra, carezzare per poi picchiare con uno schiaffo, un pugno, un calcio, significa aver già deciso, aver già messo in conto la possibilità di uccidere. Racconti che narrano le storie di donne tradite dalla vergogna, ammaestrate dalla paura, domate dall’incertezza, abbagliate dal bisogno d’amore, prigioniere del silenzio, spettatrici della loro stessa esistenza. Donne di ogni età, di ogni estrazione sociale, di ogni livello culturale. Donne che subiscono, che combattono, che si ribellano. Donne che a volte si riscattano, riappropriandosi di sé stesse e della propria vita. Donne che muoiono. Storie di una società che preferisce allevare delle femmine invece che crescere delle Donne; una società dove i maschi, e non certo gli Uomini, credono nel possesso invece che nel rispetto e confondono la forza con l’esercizio della violenza. Dodici vite narrate in prima persona o raccontate da madri, sorelle, figli; superstiti di un amore tradito. Esistenze di donne sconosciute che si intrecciano, tra presente e passato, accomunate dal dolore e dal coraggio, dall’incredulità nell’accettazione della realtà e dalla forza di vincere il primo e più importante dei conflitti, quello con sé stesse. Ogni racconto focalizza un aspetto della battaglia che ognuna di queste donne, imperfette, illuse, forti, deboli, combatte contro la vergogna, contro il senso di inadeguatezza, di incapacità, contro il senso di colpa, contro il terrore della solitudine, contro il ruolo al quale sembrano essere destinate.

LA MIA OPINIONE

Ho deciso che devi morire è un libro che racchiude dodici racconti; racconti con protagoniste donne, vittime di violenza; racconti in cui alcune ce la fanno, riescono a salvarsi, ma la maggior parte – purtroppo – non sono a lieto fine.

Questo libro, è brutto da dire dato il contesto, è un pugno allo stomaco. I racconti sono duri, crudeli, brutali. Chi non ci è mai passato, probabilmente, troverà alcune cose scritte quasi surreali, ma – in realtà – sono talmente vere da fare male (anche solo a leggerle). Metto subito in chiaro una cosa: NON ci sono mai passata, e aggiungo fortunatamente, ma due persone molto vicine a me si, e ho visto con i miei occhi tutta la realtà di quelle parole. Forse questo mi ha consentito di entrare ancora di più nel libro e di capire perfettamente le vittime.

Il femminicidio è, purtroppo, realtà; le violenze fisiche e psicologiche esistono e, dannazione, esistono anche le persone che ti circondano e fanno finta di nulla.

Oltre certi sguardi, certi silenzi, riconosco la colpa. Avverto la colpa di chi sapeva, di chi sentiva le grida , le botte e non ha mai detto niente. Percepisco la colpa di chi mi chiedeva che cosa avevo fatto al fianco, al volto, alle braccia e lo sapeva talmente bene che ha smesso anche di domandarmelo.

Natalia Lenzi ha scritto un libro che andrebbe letto assolutamente. Ogni persona dovrebbe farlo, indipendentemente se donna o uomo; ogni singolo essere umano dovrebbe leggerlo per cogliere magari quelle sfumature, quei segnali che sembrano innocui.

Ci sono ancora troppe vittime che soccombono, resistono, credendo di poter cambiare le cose. Ma la verità è un’altra: le cose non cambieranno, MAI, e prima ci si accorge di questo e meglio è. Chiedete aiuto, fuggite: se è successo una volta, ce ne sarà sicuramente una seconda. E questo non deve più accadere.

Una tematica talmente attuale da rendere il libro necessario.

Ringrazio infinitamente Daisy di Lettrice Per Passione Blog per avermi fatto scoprire questo libro. Leggerlo è importante e io lo consiglierò sempre.

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