[RECENSIONE #66] La distanza tra me e il ciliegio di Paola Peretti

[RECENSIONE #66] La distanza tra me e il ciliegio di Paola Peretti

Tutti i bambini hanno paura del buio. Il buio è una stanza senza porte e senza finestre, con i mostri che ti prendono e ti mangiano in silenzio.
Io ho paura solo del mio buio, quello che ho dentro gli occhi.

Paola Peretti | La distanza tra me e il ciliegio | Rizzoli | € 18,00 | Pag. 222

EUR 15,30

Mafalda ha nove anni, indossa un paio di spessi occhiali gialli e conosce a memoria “II barone rampante” di Italo Calvino. Scappa dai professori arrampicandosi sul ciliegio all’entrata della scuola insieme a Ottimo Turcaret, il fedele gatto che la segue ovunque. Su quel ciliegio, sogna perfino di andarci a vivere, ma tra pochi mesi non lo potrà più vedere perché i suoi occhi si stanno spegnendo e un po’ alla volta, giorno dopo giorno, diventerà cieca. È una bambina curiosa e l’idea di rimanere al buio la spaventa: per questo tiene un diario in cui annota le cose che non potrà più fare, come contare le stelle e giocare a calcio con Filippo, il bullo della classe che parla solo con lei. Grazie all’aiuto della sua famiglia e dei suoi amici, Mafalda capisce che un altro modo di vedere è possibile. Impara a misurare la distanza dal ciliegio accompagnata dal profumo dei fiori e comincia a scrivere un nuovo elenco: quello delle cose a cui tiene e che riesce ancora a fare. Questa è la storia di Mafalda, ma è anche quella di Paola Peretti, una scrittrice dalla forza contagiosa, che ha voluto scrivere il suo primo romanzo quando ha saputo di avere una grave malattia agli occhi. Un libro che ci insegna a vedere ciò che ancora non esiste, a lottare per i propri sogni.

LA MIA OPINIONE

Mafalda è affetta dalla malattia di Stargardt, una patologia ereditaria della retina. Anche se ha solo nove anni, si rende perfettamente conto della gravità della situazione: gli atteggiamenti dei genitori e il loro cercare di nascondere la gravità, le visite all’ospedale, le diagnosi dei medici, sono tutte cose che lei comprende.

Non me lo sto inventando. Se me lo stessi inventando, la mamma non mi comprerebbe le paste a forma di pesca con la crema e il liquore, e non mi permetterebbe di mangiarle prima di cena. Se fosse tutto a posto, il papà non si nasconderebbe in bagno come quando gli telefona la padrona di casa, che quando chiama lei sono sempre brutte notizie.

Mentre, a poco a poco, la sua vista diminuisce, Mafalda stringe amicizia con Filippo, il bullo della scuola, che con lei è dolce e protettivo, e Estella, la bidella della scuola, che è l’unica che le dice la verità senza peli sulla lingua. Oltre a loro due, Mafalda è sempre in compagni di Ottimo Turcaret, il suo amato gatto dal pelo morbido che è sempre con lei, in ogni momento in cui si sente sola e triste.

Loro tre sono il suo porto sicuro, ma c’è un’altra cosa che lei ama: il ciliegio che si trova nel cortile della scuola. Ama quell’albero, i suoi fiori, il profumo che emana. Nei suoi sogni vive l’idea di andarci a vivere in compagnia del suo fedele Ottimo Turcaret.

Ha paura di quando il buio dei suoi occhi la travolgerà e lei non riuscirà più a vedere dove si trova il ciliegio: se ne rende conto dai passi che conta, e che diminuiscono inesorabilmente, da lei all’albero; i passi che la distanziano da lui dal momento in cui lo vede al momento in cui lo tocca.

Il romanzo di Paola Peretti racconta la storia di una bambina in maniera delicata, con un linguaggio semplice, a volte anche infantile ma perfetto per il contesto. Mafalda è una bambina che entrerà nel cuore del lettore: la sua fragilità, ma allo stesso tempo la sua forza, sono palpabili; il dispiacere che prova per i suoi genitori fa quasi tenerezza.

La distanza tra me e il ciliegio è delicato, tenero, ma anche ironico, simpatico. È coinvolgente e il lettore entrerà nella vita di Mafalda in punta di piedi: conoscerà la sua parte più debole, la sua sofferenza, ma anche la sua voglia di fare, la sua voglia di non far capire ai suoi genitori la sua frustrazione. Lasciatevi emozionare da questa storia e dalla splendida scrittura della Peretti.

Prodotto fornito da Rizzoli.

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