[RECENSIONE #71] Una ragazza come lei di Marc Levy

[RECENSIONE #71] Una ragazza come lei di Marc Levy

Le hall d’ingresso sono una testimonianza della storia di un edificio, di coloro che lo abitano, di quella strana vicinanza tra persone che si conoscono appena. I momenti importanti delle loro vite – nascite, matrimoni, divorzi, funerali – passano per le scale, ma i muri massicci delle dimore signorili non lasciano filtrare niente della loro intimità.

Marc Levy | Una ragazza come lei | Rizzoli | € 19,00 | Pag. 310

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Su Fifth Avenue c’è un palazzo speciale, con un ascensore ancora tutto manuale e un addetto discreto e premuroso sempre pronto ad accompagnare i suoi passeggeri in un favoloso salto nel tempo. Perché salire su quell’ascensore – pareti in legno laccato, una manovella d’ottone tanto lucida da potercisi specchiare, e sul soffitto un affresco rinascimentale – equivale a un breve viaggio su un vagone dell’Orient Express. Ma l’allegro tran tran che da trentanove anni scandisce le giornate del civico 12 viene irrimediabilmente compromesso quando la minaccia dell’installazione di un ascensore moderno si fa sempre più reale. Ma Deepak, il vecchio indiano che da sempre porta su e giù i condomini, non può andare in pensione ora: ha il sogno di una vita da realizzare, e per farlo gli servono ancora un anno, cinque mesi e tre settimane di servizio. A riaccendere le sue speranze è l’arrivo del nipote, Sanji, che si ritrova a fare uno stage come apprendista di Deepak. Nessuno, al 12 di Fifth Avenue, immagina che quel ragazzo sempre in ritardo e assonnato sia a capo di un’immensa fortuna a Mumbai. Neanche Chloé, “la signorina dell’ottavo piano”, a cui il destino ha tentato di cancellare, senza successo, il sorriso; quel sorriso radioso che ha stregato Sanji fin dal loro primo incontro.

LA MIA OPINIONE

Il palazzo che si trova al civico 12 di Fifth Avenue è particolare: mentre il mondo si evolve, e negli altri palazzi gli ascensori sono tutti automatici, nel palazzo di Fifth Avenue è ancora presente un ascensore con la manovella. Non tutti sono in grado di manovrarlo, infatti lì sono presenti due lift, Deepak e Rivera. Ma è proprio quando, a causa di un incidente, Rivera è impossibilitato ad andare a lavoro che le cose rischiano di cambiare radicalmente. Se prima tutti erano entusiasti di questo ascensore speciale, ora tutti, o quasi, ne sono infastiditi. Il fastidio è dovuto al fatto che il lift infortunato è quello che copre il turno notturno e, quindi, i proprietari degli appartamenti non possono utilizzare l’ascensore senza la sua presenza.

Chloé abita all’ottavo piano di questo palazzo e, a causa di un incidente che l’ha costretta sulla sedia a rotelle, è l’unica che realmente potrebbe lamentarsi di questa situazione. Infatti, senza il lift notturno, è costretta a passare le serate chiusa in casa, ma a lei sembra non pesare più di tanto.

Deepak e Rivera, dopo tantissimi anni di servizio, rischiano di perdere il posto e andare in pensione in anticipo. Non vorrebbero mai che si arrivasse a questo punto, soprattutto Deepak, ma sanno anche che non potranno opporsi.

Sanji, quando arriva a New York, deve rivedere i suoi piani: avendo ottenuto il visto con la garanzia della zia, conta di farle un saluto e poi continuare con i suoi affari. Non ha fatto i conti, però, con la tenacia che caratterizza la zia. Si ritrova, così, a dover disdire una suite all’Hotel Plaza per passare le sue nottate in casa degli zii che, in realtà, non ha mai visto in precedenza. Deepak e Lali, infatti, hanno lasciato Mumbai da giovani, per poter vivere il loro amore alla luce del sole, andando contro la famiglia. È per questo motivo che Sanji non li aveva mai incontrati prima.

Quando Sanji conosce Chloé ne rimane folgorato e, anche se un po’ titubante, quando gli viene chiesto il favore di sostituire Rivera per il turno notturno, lui accetta. Lo fa per poter stare più vicino a quella ragazza che gli è entrata nei pensieri.

Le vite di Chloé, Sanji e Deepak, accerchiate da quelle dei proprietari degli appartamenti del palazzo al civico 12 di Fifth Avenue, si intrecciano dando vita a equivoci, battute, dubbi, strappandoci delle risate. Ma non è solo quello che riesce a strapparci questo romanzo: ho trovato molto fastidiosi soprattutto due inquilini (non faccio nomi, altrimenti farei uno spoiler) per il loro continuo insinuare dubbi, mettere in giro voci non fondate, agire alle spalle degli altri. La soddisfazione, però, è stata grande quando un’altra inquilina di quel palazzo li ha messi al loro posto – finalmente, aggiungerei.

Non ho letto molto di questo autore, ma quel poco che ho letto me lo ha fatto apprezzare. Questo romanzo, che trovate in libreria da oggi, mi ha confermato l’idea che mi ero fatta: ironico, leggero, con uno stile fluido e semplice. Marc Levy è capace di catturare l’attenzione dei lettori catapultandoli nelle storie dei suoi personaggi: intricate, strane ma divertenti, buffe.

Il romanzo è fresco di stampa e io vi consiglio di acquistarlo: vi affezionerete ai personaggi e alle loro storie. Personalmente ho adorato la moglie di Deepak, Lali. La sua forza, il suo amore, la sua ironia, la sua saggezza sono quasi invidiabili.

Quando ci sembra di aver toccato il fondo, la vita si incarica di svelarci una meraviglia inattesa: la vita stessa…

Ringrazio infinitamente la casa editrice Rizzoli per avermi dato la possibilità di leggere questo libro in anteprima.

Prodotto fornito da Rizzoli

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