[RECENSIONE] Run Hide Tell di Francesco Cotti

[RECENSIONE] Run Hide Tell di Francesco Cotti

Un attacco terroristico è come unʼinfezione provocata da un corpo esterno. [Continua dopo la recensione]

Francesco Cotti | Run Hide Tell | Autopubblicato | € 12,48 | Pag. 278

“Run Hide Tell” è la cronaca in tempo reale di un attentato ad un villaggio vacanze italiano. Il sistema di risposta antiterrorismo verrà sottoposto al primo vero test operativo in una situazione disperata dove numerosi elementi armati e ben coordinati prenderanno in ostaggio centinaia di turisti. Le UOPI della Polizia di Stato e le SOS ed il GIS dei Carabinieri saranno chiamati a neutralizzare la minaccia lavorando in sinergia. Con un ritmo degli eventi serratissimo il lettore sarà catapultato direttamente nell’azione e nelle procedure operative utilizzate dai nostri Reparti Speciali e dalle strutture mediche di soccorso per affrontare emergenze di questa natura. Situazioni dove conta il tempo, ma soprattutto la capacità di saper prendere decisioni eticamente strazianti. Dall’autore di Collera dal Mare e Strategie Alternative, un nuovo techno-thriller basato su scenari attualmente oggetto di studio da parte dei Reparti Antiterrorismo.

LA MIA OPINIONE

Dopo gli attentati avvenuti in Francia, Belgio, Germania e Spagna, purtroppo realmente accaduti e che hanno contato centinaia di vittime, cʼè chi ha gridato al complotto, alla falsità di quegli attacchi.

Ecco che fioccano le interpretazioni frutto di “analisi” con “prove” estratte dai Social Network. Alcuni affermano che in Italia non abbiamo avuto stragi terroristiche semplicemente perché gli attentati degli ultimi diciassette anni sono tutte simulazioni da parte degli “onnipotenti” Servizi Segreti occidentali per orientare lʼopinione pubblica. Anche nella strage alla Rambla di Barcellona dellʼagosto 2017 qualcuno si è sbilanciato a dire che i cadaveri ripresi nei video amatoriali appena dopo lʼattentato erano solo manichini, quindi era tutto falso. Perché sono giunti a tale conclusione? Perché in questi video la gente che sʼaffanna a soccorrere le vittime non piange e non si dispera: quindi sarebbero figuranti prezzolati e scarsi nella recitazione. Rendetevi conto, oggigiorno, cosa si è costretti a leggere in internet.

In Run Hide Tell, Francesco Cotti ci porta ad Ancona, in un villaggio turistico all-inclusive, dove gli ospiti si stanno godendo il sole sdraiati sulla spiaggia. Ed è proprio in questo villaggio, in una giornata di vacanza, di relax, che si consuma un attacco terroristico.

Già da subito ci viene mostrato qual è il protocollo in caso di attentato; come lavorano le squadre speciali addestrate per questi casi; il sangue freddo che bisogna avere. Una serie di cose che solo chi è stato addestrato per questo riesce a mettere in atto.

La storia è avvincente e tiene incollato il lettore alle pagine, ma non posso non lamentare alcune problematiche a livello di editing. Generalmente, sono una persona che se vede uno/due errori in più di duecento pagine, non dice nulla perché sbagliare è umano. Ma, in questo caso, non posso proprio evitare perché non si tratta solo di pochissimi errori. Spesso ho incontrato delle ripetizioni nelle stesse frasi; ho dovuto, alcune volte, rileggere le frasi perché qualcosa non tornava, e quel qualcosa erano le virgole messe al posto sbagliato o messe, addirittura, dove non dovevano essere. Sembra quasi che il libro sia stato scritto e stampato, senza essere minimamente ricontrollato. Sono errori che si sarebbero evitati già a una seconda lettura. Un altro problema che ho riscontrato è lʼuso non sempre esatto della d eufonica: a volte, viene usata davanti a una virgola; a volte, davanti a parole che iniziano per una vocale diversa.

Ecco: ho apprezzato la storia, il suo svolgimento, il fatto di coinvolgere il lettore in determinate regole e in determinati protocolli quanto, però, non ho apprezzato per nulla il fatto di incappare in così tanti errori.

Lʼunico consiglio sincero che mi sento di dare allʼautore è di ricontrollare ed eliminare tutti quei refusi, anche facendosi aiutare da chi, per mestiere, fa il correttore di bozze.

È un vero peccato perché il romanzo, altrimenti, ve lo avrei consigliato assolutamente!

[Continua dallʼintroduzione] Quando una scheggia di legno perfora lʼepidermide, immette nei tessuti migliaia di agenti patogeni diversi che la ricoprono e che sono, in maggior parte, teoricamente letali per il corpo umano. Le cellule più vicine al punto dʼingresso della scheggia soccombono immediatamente, aggredite dai batteri penetrati. Nel giro di qualche minuto il corpo umano ha una risposta difensiva molto aggressiva. La pelle intorno alla scheggia sʼinfiamma, gonfiandosi e diventando più calda, e richiama più sangue possibile, perché lì contenuti i granulociti, ovvero un tipo di globuli bianchi poco specializzati, ma presenti in quantità. Il loro compito è aggredire i batteri sconosciuti, circondarli e fagocitarli fino a ucciderli. Se i batteri sono più resistenti dei granulociti, questʼultimi muoiono e formano il pus, nel tentativo estremo di arginare malamente la diffusione dellʼinfezione. Tutto questo in attesa che il sistema immunitario metta a disposizione i leucociti, ovvero i globuli bianchi che si sono specializzati a neutralizzare infezioni specifiche che hanno già incontrato precedentemente. Lʼanalogia è calzante quando si deve descrivere una risposta militare ad un attacco terroristico.

Prodotto fornito da Il Taccuino Ufficio Stampa

Link cartaceo: https://amzn.to/2VSjHMv

Link eBook: https://amzn.to/2CniW4X

Piaciuto l'articolo? Condividilo!

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: