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[RECENSIONE] Il profumo delle fresie di Dario Neri

[RECENSIONE] Il profumo delle fresie di Dario Neri

Si sentiva solo. Profondamente. Straniero dovunque andasse come quel vecchio libro di Camus.

Dario Neri | Il profumo delle fresie | Darcy Edizioni | € 12,00 (cartaceo) – € 2,99 (eBook) | Pag. 177

La vita di Febe è ormai lontana dalle fantasie che coltivava a vent’anni, poco prima di sposare l’uomo con cui ora non riesce nemmeno più a condividere il letto. Ne ha subite troppe per riuscire a sopportarne gli abbracci sotto le lenzuola, le carezze che nei giorni più scuri si trasformano in schiaffi che le solcano il viso di lacrime. Ed è nelle notti che passa lontano da lui, in silenzio per non farlo svegliare, che sfoga la sua frustrazione sui tasti del computer finché gli occhi non le si inumidiscono. Scrive il romanzo della sua vita e delle sue sconfitte: “Il profumo delle fresie”, col sogno di pubblicarlo quando avrà raggiunto un lieto fine.
Solo i due figli, il timore di non riuscire a prendersene cura, le impediscono di scappare dal marito e la vita di rimpianti che si disperde come il fumo di una sigaretta, di quelle che fuma ogni mattina affacciata al balcone dell’appartamento. Ma è proprio nel ristorante su cui affaccia che lavora il protagonista dei suoi prossimi capitoli: il ragazzo che la spia dal retro del locale mentre scruta il cielo inondandolo di fumo, affascinato dalla sua malinconica bellezza.

LA MIA OPINIONE

Febe è una donna sposata e madre di due figli. Infelice del suo matrimonio, vive nella costante paura delle botte, della violenza che suo marito le riversa contro. Fuggita da una casa in cui il padre ubriaco picchiava sua madre e da un lavoro in fabbrica, non adatto certamente a una adolescente, si sposa con il ragazzo che le ha rubato il cuore e va a vivere con lui. Ben presto, però, si rende conto che ciò da cui scappava è finito per diventare la sua stessa vita, la sua stessa gabbia: botte, indifferenza, paura. Solo due cose la tengono viva: i suoi figli e la scrittura. Lʼunico modo per sfogarsi è battere le dita sulla tastiera del computer e affidare a lui la sua storia.

Un giorno, attardatasi al computer e – di conseguenza – nelle faccende domestiche, decide di comprare il pranzo dʼasporto nel ristorante sotto casa. Quel giorno, infatti, ha i suoi suoceri a pranzo e, dato che la suocera non manca di criticarla per ogni cosa, spera che almeno il cibo sia di suo gradimento.

È qui che conosce Riccardo, un ragazzo finito a lavorare in quella bettola per potersi mantenere. Dopo aver perso la madre, infatti, va via di casa e accetta il primo lavoro che gli capita pur di diventare indipendente. Il ragazzo è sempre stato attratto da quella donna che vede sempre sul balcone; la sua aria malinconica lo ha sempre incuriosito.

Dopo essersi conosciuti al ristorante, i due si rincontrano in biblioteca ed è proprio da questo incontro che qualcosa cambierà.

Il romanzo di Dario Neri, Il profumo delle fresie, è semplice ma non banale; a tratti delicato. La sua lettura scorre molto velocemente.

Avrei preferito leggere qualche pagina in più. Nonostante il finale sia chiaro, il lettore rimane sempre con il dubbio di ciò che potrebbe succedere. Mi spiego: nelle ultime pagine – quando lo leggerete, capirete – sono stata con lʼansia, rendendomi conto, poi, che il libro terminava esattamente così. Vorrei potervi spiegare in modo più appropriato, ma dovrei spoilerarvi il romanzo e non è giusto che lo faccia.

È un libro che si legge facilmente, lineare nella storia e nel racconto, ma spero abbia un seguito perché questo finale è come se lasciasse il lettore con una sorta di insoddisfazione.

Non sto dicendo che non merita, anzi… la storia è molto interessante e le vite dei due ragazzi sono ben costruite: proprio per questo il finale mi ha lasciata un poʼ con lʼamaro in bocca. Quando lo leggerete, sarei curiosa di sapere se ha fatto questo effetto solo a me, quindi aspetto i vostri commenti!

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LʼAUTORE

Dario Neri nasce a Caserta nel ’95, e trascorre la vita nella periferia aversana dove abita tuttʼora. Passata la parentesi liceale si iscrive alla facoltà di giurisprudenza, lavorando nel frattempo come commis per pagarsi gli studi. Dopo due anni e una promozione a Sous-Chef, però, la passione per la cucina lo spinge a dedicarsi esclusivamente a quella che in principio doveva essere unʼattività collaterale, scegliendo quindi la professione del cuoco. È attivo nella comunità cittadina e membro di diverse associazioni culturali per la riabilitazione del patrimonio storico cittadino. Oltre a quella della cucina, coltiva le passioni per la letteratura e il pugilato, che pratica da amatore. Abita con la compagna e il loro vecchio cane, e sogna di aprire un ristorante a tema letterario nel centro di Napoli.

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