[RECENSIONE] Bentornati a Villa Paradiso di Roberto Vallerignani

[RECENSIONE] Bentornati a Villa Paradiso di Roberto Vallerignani

Vede come siamo messi? Fuori puoi sembrare in forma, ma dentro… Chi va mai a guardare dentro? Dentro è sempre un’altra cosa.

Roberto Vallerignani | Bentornati a Villa Paradiso | Edizioni Dalietta | € 15,00 | Pag. 284

Un ferragosto piovoso, in una città di provincia. Due cadaveri rinvenuti all’interno di Villa Paradiso. L’ispettore Antonelli torna a investigare sui mali e sui vizi di una società dalle mille maschere. Un romanzo che penetra implacabile nelle paure e nelle debolezze di ognuno di noi, che fa scoprire quanto sia esiguo il limite della follia. Una storia affascinante, emozionante, ricca di suspense, dove tutti gli indagati sono intimamente colpevoli.

LA MIA OPINIONE

A ridosso di ferragosto, in un’estate piovosa, la questura di una città italiana viene scombussolata dal ritrovamento di due cadaveri.

Proprio mentre stanno per andare in ferie, i poliziotti incaricati di risolvere questo caso sono obbligati a fare un passo indietro. A Villa Paradiso c’è stato un duplice omicidio, un uomo e una donna, e loro devono trovare il colpevole. La stampa mette pressione e si concentra specialmente sulla vittima femmina, attraente e bella da togliere il fiato, creando qualche iniziale perplessità in chi indaga.

– Ascolta Baldi, perché stampa e tv parlano solo della ragazza?

– Perché una donna uccisa fa più notizia?

– Non capisco.

– Mai sentito parlare di femminicidio? È un termine molto in voga ultimamente.

– Femminicidio… non suona bene come termine.

– È forte, e studiato ad arte.

– Studiato ad arte?

– La stampa è così, ha bisogno dei suoi mostri. Si ricorda quando qualche mese fa si titolava dei suicidi per motivi economici? Faceva ascolti, provocava sdegno. È durato alcuni mesi. Finché un giorno un giornalista si è preso la briga di andare a verificare le statistiche dei suicidi per motivi economici negli anni precedenti e ha scoperto…

– Ha scoperto?

– Che in realtà erano diminuiti rispetto agli anni precedenti.

– Bastardi, i numeri.

Oltre la stampa, anche il Questore spinge affinché si trovi un colpevole, chiunque esso sia purché i giornali la smettano di stargli addosso.

Ma le cose non sono così facili: Villa Paradiso è un centro di riabilitazione per persone con gravi infortuni e malattie, persone che difficilmente possono tornare a fare una vita normale e, quindi, nessuno di loro è un sospettato; la vittima femmina aveva molti pretendenti e con alcuni di loro intratteneva storie di sesso e, quindi, tutti loro, per motivi diversi, possono essere i colpevoli; la dinamica degli omicidi non è chiara a nessuno, neanche al medico legale incaricato di eseguire l’autopsia sui due cadaveri. Qualcosa non torna e nessuno di loro riesce a capire cosa.

Bentornati a Villa Paradiso è un giallo che si legge senza intoppi: l’autore ha inserito molti dialoghi, uno dei principali motivi per cui il libro scorre velocemente, e qualche battuta capace di strappare un sorriso al lettore. Alcune affermazioni fanno anche riflettere: ad esempio, quella sul femminicidio che ho citato sopra, o quella sui programmi tv che parlano di cronaca – che vi riporto qui sotto:

Facciamo in fretta, prima che venga costruito un plastico della villa nel talk show serale.

Personalmente seguo molto Quarto Grado, il programma tv con Gianluigi Nuzzi, e automaticamente ho ricollegato questa frase al suo programma.

Voi cosa pensate di queste due affermazioni? Credete sia vero che la stampa, quando si tratta di vittime donne, ci marci su? E i programmi che ricostruiscono i luoghi degli omicidi credete siano fuori luogo?

Tornando al libro, l’ho trovato un’ottima compagnia: ironico al punto giusto, a tratti riflessivo, con una buona dose di investigazione. Mi ha lasciata un po’ perplessa la questione qualsiasi colpevole va bene, basta che ce ne sia uno: ci ho riflettuto molto su questo passaggio e mi sono resa conto che – spesso – quello che interessa alla stampa, ai giornali, alla tv sia trovare un colpevole e non il colpevole. Purtroppo, i casi in cui innocenti vengono accusati e fanno tantissimi anni di carcere ne è piena la cronaca e la cosa lascia veramente senza parole. Praticamente, basta che ti trovi al posto sbagliato al momento sbagliato e quello che potrebbe essere incolpato sei tu.

Lo consiglio a chi ama i gialli e a chi, a questo genere, ci si sta avvicinando piano piano. Veramente una bella scoperta.

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