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[RECENSIONE] Lontani dalla verità – Pezzi dal passato di Sonia Ferraro

[RECENSIONE] Lontani dalla verità – Pezzi dal passato di Sonia Ferraro

A volte un uomo ha bisogno di sfogarsi con tutto sé stesso per liberarsi da un peso che lo fa andare in apnea.

Sonia Ferraro | Lontani dalla verità. Pezzi dal passato | Kimerik | € 20,00 | Pag. 222

Un terribile serial killer spezza in maniera macabra la vita delle sue giovani vittime seguendo un preciso modus operandi. Il terrore dilaga, le ipotesi si susseguono l’una all’altra, eppure, in questo clima teso, il passato torna prepotentemente a galla con un carico incredibile di dolore. Attraverso le vicissitudini di Marco, agente di polizia, e Antonio, detective privato, il lettore viene travolto in un’intricata indagine poliziesca che scava nel profondo, nei meandri della psicologia e della memoria. L’autrice non lascia nulla al caso. Cura dettagliatamente sia tutto quanto concerne l’aspetto propriamente giallo dell’opera mostrando anche una certa competenza in materia di ritrovamenti, autopsie, indagini e interrogatori, sia l’aspetto caratteriale dei due principali protagonisti.

LA MIA OPINIONE

Daniela ha un passato difficile: vive sola con sua madre, dopo aver perso suo padre e suo fratello a causa di un incidente stradale. Quando scompare nel nulla, Marco – agente di polizia e suo amico e confidente – e Antonio – detective privato – iniziano le indagini.

È quando viene ritrovata morta che Antonio capisce che la mano che l’ha uccisa è la stessa che ha ucciso altre ragazze. Quello di cui si rende conto è che si ritrova a dar la caccia allo stesso killer che ha ucciso sua madre tanti anni prima, quando lui era solo un bambino. Marco, intanto, rischia di perdere il lume della ragione a causa del dolore e della sofferenza dovuta alla perdita di Daniela, ma non ha nessuna intenzione di allontanarsi dal caso, anche se spesso – con i suoi atteggiamenti – rischia di essere sbattuto fuori dalle indagini.

Lei, senza saperlo, era il peso che manteneva in equilibrio la sua bilancia. Eliminato definitivamente il peso, la libra pendeva da un unico lato, quello della disperazione.

L’indagine va avanti e ai due si aggiungono anche un medico legale, il commissario e una ragazza, l’impiegata che si occupa dell’archivio.

Un viaggio tra passato e presente, necessario per chiudere i conti con delle situazioni rimaste in sospeso. Un romanzo che si fa leggere velocemente e che termina con un finale a sorpresa. Un finale a sorpresa di cui ho apprezzato molto l’idea, ma che mi è sembrato scritto molto frettolosamente rispetto al resto del romanzo.

Lo stile dell’autrice è acerbo, giovane ma, considerando che questo è il suo romanzo d’esordio, sono convinta che migliorerà con il tempo. La cosa che, invece, mi ha fatto storcere un po’ il naso è la coniugazione dei verbi e, nello specifico, dell’uso del congiuntivo. Mi è capitato, purtroppo, di dover rileggere alcune frasi più volte perché qualcosa stonava e, quel qualcosa, era sempre un verbo coniugato male. Non voglio dare colpe a nessuno, ma se anche l’autrice avesse sbagliato a coniugare qualche verbo, la casa editrice se ne sarebbe dovuta accorgere e avrebbe dovuto correggerlo.

Spero, in futuro, di leggere qualcos’altro di questa autrice e vedere il suo cambiamento, la sua crescita, la sua maturazione, perché per me ha davvero del potenziale e le auguro di riuscire a sfruttarlo.

Prodotto fornito dall’autrice Sonia Ferraro.

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