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[RECENSIONE] Noi che ci stiamo perdendo di Manola Aramini

[RECENSIONE] Noi che ci stiamo perdendo di Manola Aramini

Chi può essere stato? Hai mai sognato la morte? Quando c’è troppo buio, tu non hai paura che qualche demone travestito da persona ti insegua?

 

Manola Aramini | Noi che ci stiamo perdendo |
Milena Officina | € 13,00| Pag. 188

La scomparsa di Tatiana, la moglie di un noto pianista di origine portoghese, Arthur Cortes, avviene improvvisamente senza una ragione apparente. La vicenda accade a Fregene, nel litorale romano, dove Tatiana conduce una vita agiata e all’apparenza imperturbabile. Arthur Cortes ripercorrerà la sua vita ricordando la sua storia d’amore con l’amante Alma, una giovane cantante di origine indiana, che vive ad Asti. Si susseguono personaggi ambigui, che metteranno a dura prova l’infallibile intuito del Commissario Fermi. Dietro l’apparenza di una normale vita borghese di Tatiana, inizieranno ad affiorare delle ombre. Molte persone potevano avere un movente per ucciderla. Il Commissario Fermi si troverà a lottare contro il tempo per salvare altre vittime, legate alla vita di Tatiana.

LA MIA OPINIONE

Tatiana sembra avere una vita da fare invidia: sposa di un famoso pianista, madre di due gemelle, una bella villa, una cognata che è come una sorella, economicamente stabile. Ma l’apparenza offusca gli occhi e nasconde la verità. Tatiana tutto ha tranne che una bella vita: viene tradita continuamente da suo marito; le sue figlie – anche se passano tutto il tempo con lei – hanno occhi solo per il loro padre; sua cognata – per quanto possa esserle di aiuto nel gestire la casa e aiutarla con le bimbe – le risulta noiosa, pesante, appiccicosa. Purtroppo vive una vita che la rende infelice ma, allo stesso tempo, è incapace di rinunciarci, di voltare pagina, di andare avanti, soprattutto non vuole rinunciare all’agiatezza, al benessere, alla ricchezza.

Ho sempre avuto paura della precarietà e mi piace vedere che esiste un mondo in cui i soldi sono talmente tanti da non doverli contare, da non dovere fare i conti per farseli bastare.

In poche righe è facile capire il motivo.
Quando, però, Tatiana viene ritrovata morta, ogni suo piccolo segreto viene alla luce: aveva un diario in cui scriveva ogni suo stato d’animo, ogni sua avventura, ogni suo tradimento. Da quel momento, tutte le persone intorno a lei diventano dei sospettati; ogni persona che ha avuto a che fare con lei ha un movente per commettere quell’omicidio. E quando viene trovata una seconda vittima che, in qualche modo, è legata a Tatiana, i sospetti si fanno quasi insistenti, i dubbi e la paura di un nuovo omicidio premono le indagini. Ma è davanti alla scomparsa di altre due persone che il commissario capisce che non c’è più tempo da perdere.

Noi che ci stiamo perdendo è un giallo in cui si affronta un tema abbastanza delicato che, sinceramente, mi ha lasciata spiazzata. Soprattutto perché non ce n’era stato nessun tipo di accenno o di episodio che potesse condurre a quello.

Probabilmente la mia sorpresa è dovuta al fatto che, nella mia testa, avevo designato già il colpevole e gli avevo dato anche un movente. Se aggiungiamo a questo il tema molto delicato, ecco qui che il finale mi ha lasciata spiazzata, senza parole.

A parte la caratterizzazione dei personaggi (per alcuni personaggi perfetta, per altri invece da approfondire), ne avrei evitato sicuramente l’inserimento di uno. Ho trovato il capitolo dedicato a lui, di pochissime pagine, inutile ai fini della narrazione e della storia.

A parte questo piccolo aspetto – per i miei gusti – “negativo”, il libro di Manola Aramini mi è piaciuto e ve lo consiglio, se vi piace il genere. Essendo di poche pagine e scritto in maniera semplice e fluida, scorre velocemente.

Prodotto fornito da Il Taccuino Ufficio Stampa.

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