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[RECENSIONE] Il blogger. Un thriller nella rete di Patrick Brosi

[RECENSIONE] Il blogger. Un thriller nella rete di Patrick Brosi

Era strano il tempo, più si dilatava nell’istante, più si condensava nel ricordo. Quando nulla accadeva correva lento e insopportabile, ma nella memoria sfuggiva, senza dimensione.

Patrick Brosi | Il blogger | Emons Edizioni | € 16,00 | Pag. 397

Lago Titisee nella Foresta Nera. Un uomo si allontana su una barca a remi e svanisce nel nulla. È il celebre blogger d’inchiesta René Berger che ha denunciato le gravi frodi di un’industria farmaceutica, divulgando informazioni riservate. Suicidio? Omicidio? Sulle tracce del famoso whistleblower si getta una giovane giornalista, Marie Sommer, alla ricerca di uno scoop. E mentre gli elicotteri della polizia volteggiano sulla superficie del lago, l’obeso commissario Andreas Nagel continua silenzioso le sue indagini in solitaria. Nel frattempo nel bosco due balordi fronteggiano grane impreviste, e in Svizzera un tranquillo funzionario di una casa farmaceutica comincia a fare alcune scoperte pericolose…

LA MIA OPINIONE

René Berger è un blogger, divenuto famoso per aver scoperto gli inganni di un’industria farmaceutica e averli resi pubblici. Quando il suo corpo viene ritrovato senza vita nel lago di Titisee, nella Foresta Nera, iniziano le indagini della polizia.

Tutto fa presupporre che il blogger si sia suicidato: la sua sparizione, il suo rendersi anonimo – come se non volesse essere rintracciato -, i suoi movimenti. Non ne è convinto, però, il commissario Nagel che decide di fare le sue indagini in solitaria, alla ricerca di un qualcosa che possa essere sfuggito durante le indagini ufficiali.

Alla ricerca di Berger c’è anche Marie, una giornalista incaricata di cercare uno scoop sul famoso blogger. Lei dovrà trovarlo, scovarlo, farci amicizia, parlarci e cercare di farsi raccontare qualcosa di importante riguardante le sue scoperte.

Il blogger per me è un grande ni e vi spiego perché.

Ho trovato quasi metà libro noioso, impersonale, freddo, lento, piatto mentre l’altra metà l’ho trovata più dinamica, coinvolgente, con dei colpi di scena e con un finale che non mi aspettavo e che me lo ha fatto rivalutare.

I capitoli sono alternati e occupano spazi temporali diversi: da una parte Marie e dall’altra il commissario Nagel. Il capitolo riguardante Marie ci porta esattamente nel momento in cui Berger sparisce e fa perdere le sue tracce, quindi un mese prima del ritrovamento del suo cadavere; quello riguardante Nagel, invece, inizia con le indagini e quindi dal momento in cui un corpo, non ancora identificato, viene trovato senza vita. In entrambi, sono presenti altre persone: talmente tante che, a volte, sono dovuta ricorrere all’elenco dei personaggi e questo mi ha confusa non poche volte. Li ho trovati, poi, quasi tutti senza personalità: se un pizzico gliene vogliamo attribuire , diciamo che la esternano oltre la metà della seconda parte. Questo mi ha impedito di collegarmi a loro, e quindi a immergermi del tutto nella storia. L’unico personaggio che mi è piaciuto e che ho trovato più umano è quello del commissario Nagel. Di lui notiamo subito la bontà, la volontà nel lavoro, l’amore che lo lega a sua moglie, la voglia di andare oltre le apparenza, la sua determinazione. Infatti, non a caso, è quello che ricordo con più piacere.

Un’altra cosa importante: non credo possa essere definito un thriller. Mancano adrenalina, suspance, ansia che sono fattori importanti per un thriller ben scritto.

Se non fosse stato per il finale inatteso, avrei bocciato questo libro. Invece, questo è stato la sua salvezza: il classico finale che ti fa rivalutare l’intero libro.

Prodotto fornito da Emons Edizioni

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