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[RECENSIONE] Nero assoluto di Andreas Pflüger

[RECENSIONE] Nero assoluto di Andreas Pflüger

Un ricordo, se resta solo sotto forma di copia e l’originale in biblioteca è andato perduto, si trasforma nel racconto di un estraneo.

Andreas Pflüger | Nero assoluto | Emons Edizioni | € 16,00 | Pag. 412

Nella sua vita precedente Jenny Aaron lavorava al Dipartimento, un corpo d’élite della polizia: prima donna a farne parte, brillante e addestrata ad affrontare qualsiasi pericolo, era una degli agenti più stimati. Ma nel corso di una missione a Barcellona qualcosa va storto e una pallottola la rende cieca. Cinque anni dopo Jenny riceve una telefonata da Berlino. I suoi ex colleghi le chiedono aiuto. Profiler con capacità fuori del comune e gran sangue freddo, accetta di rientrare al Dipartimento. Riemergono gli amici di un tempo, ma anche un passato doloroso che continua a tormentarla. E quando il suo peggior nemico, un assassino feroce e raffinato, la invita a giocare una partita letale, Jenny non si tira indietro. Saranno le 36 ore più incandescenti e decisive di tutta la sua vita.

LA MIA OPINIONE

Durante un’operazione sotto copertura, Jenny Aaron viene colpita in pieno viso da una pallottola. La perdita della vista e di una parte della memoria le rendono la vita complicata. Se da una parte ha posto rimedio alla cecità, allenandosi e superando i suoi limiti, sfiorando quasi la perfezione come se fosse cieca dalla nascita, è il non riuscire a ricordare cosa sia successo davvero quel giorno a renderla irrequieta. I tasselli che le mancano, le domande che si pone, per poter ricostruire tutta la vicenda, la tormentano. Non può credere di essere stata vigliacca ed essere fuggita nel momento in cui, invece, sarebbe dovuta rimanere.

Cinque anni dopo questa vicenda, viene ricontattata dal Dipartimento. Un assassino vuole parlare, ma lo farà esclusivamente con lei. Lei accetta, anche se con un po’ di ansia nel tornare nel posto che è stata la sua casa.

Quello che non sa in quel momento è che questa sua scelta la porterà ad affrontare una persona con cui ha dei conti in sospeso. Un assassino abile, senza scrupoli, pericoloso, ma anche l’unico in grado di aggiungere i tasselli mancanti alla sua memoria. Ed è proprio per questo che lei accetta: sa che potrebbe morire, ma la sua memoria, la sua voglia di scoprire cosa sia successo davvero quel giorno valgono più della sua vita.

La vita non è altro che un sogno vuoto, appena credi di aver compreso un motivo, molti altri si dischiudono sotto i tuoi occhi.

Leggendo Nero assoluto il lettore si ritrova in un libro pieno di azione, adrenalinico, avvincente. Spesso rimasto con il fiato sospeso, si vede macinare pagine su pagine per poter arrivare alla conclusione con avidità.

L’autore è stato in grado di scrivere, in maniera eccellente, una storia coinvolgente e intricata, caratterizzando i personaggi in maniera perfetta – escludendo Niko -, e descrivendo i luoghi in maniera vivida.

C’è una precisazione da fare: Jenny Aaron, la nostra protagonista, è cieca e usa la tecnica dell’ecosonar, la localizzazione utilizzata dai non vedenti. Questa tecnica si basa su schiocchi di lingua, di dita, nel caso di Aaron anche di tacchi, e ciò che torna indietro – in base alla velocità e al rumore – indica la presenza o la non presenza di oggetti e persone.

Per chi non ne fosse a conoscenza e dovesse leggere questo libro, potrebbe quasi pensare che sia tutto frutto dell’immaginazione dell’autore, ma così non è e lo spiega benissimo nella postfazione. Ho voluto precisare questa cosa perché io stessa, prima di leggere questo libro, non conoscevo l’esistenza di questa tecnica incredibile e ho pensato che la cosa fosse troppo gonfiata. Invece c’è solo da rimanere meravigliati.

Prodotto fornito da Emons Edizioni

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