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[RECENSIONE] I viaggi segreti di Carlo Rossmann di Elena Corti

[RECENSIONE] I viaggi segreti di Carlo Rossmann di Elena Corti

Vivere della propria esistenza interiore.
Ascoltare la musica e il respiro della propria anima.
Cose che si possono percepire solo nel silenzio.
Fermandosi, si trovano tutte dentro, e intorno a sé. Nel silenzio.

Elena Corti | I viaggi segreti di Carlo Rossmann | Io Scrittore | € 15,00 | Pag. 288

Carlo Rossmann è archivista di un ente pubblico. Trascorre le sue giornate immerso nella penombra del seminterrato, tra migliaia di faldoni gonfi di carte ufficiali. È un uomo schivo, molto riservato, e quando è alla sua scrivania si sente al riparo dalle insidie del mondo esterno. Carlo è abituato alla solitudine, sia sul lavoro, dove non ricorda nemmeno il volto dei colleghi, sia a casa, dove vive in compagnia del suo adorato gatto. Poche parole, pochi incontri, tra cui l’indiscreta anziana dirimpettaia che passa le giornate spiando tutti i condomini, le loro abitudini. Un giorno, inaspettatamente, Carlo viene licenziato. Inizia così la sua personale epopea alla ricerca di un nuovo posto di lavoro. Lontano dalle scaffalature ingombre dell’archivio, via dal suo abituale rifugio, lo attende un mondo variegato e per lui folle e incomprensibile, fatto di personaggi bislacchi e pittoreschi. Da animatore per le feste a impiegato per un’azienda farmaceutica, da cameriere a dipendente del cimitero comunale, l’ingenuo protagonista di questo romanzo grottesco e surreale si ritrova coinvolto in una serie di avventure rocambolesche e colpi di scena inattesi. Fino all’epilogo.

LA MIA OPINIONE

Carlo Rossmann è un ragazzo che si ritrova dalla mattina alla sera senza un lavoro. Con la scusa dell’archiviazione automatica del computer, viene licenziato senza tanti preamboli dall’ufficio di archiviazione dell’amministrazione provinciale.
Deluso e amareggiato, mentre aspetta che la pratica per il ricorso contro il licenziamento prenda piede, si adatta a fare tutto: dal promotore all’intrattenitore in feste di compleanno, dall’impiegato al cameriere, dall’operaio fino ad arrivare a fare il becchino (lavoro, quest’ultimo, ottenuto dopo aver vinto la causa per il licenziamento). Tutti lavori che non lo soddisfano minimamente, l’unico momento della giornata che aspetta è il rientro a casa: potersi rilassare vicino al suo gatto, mentre legge un libro, è la cosa che più ama.

Carlo era un sognatore. Una di quelle persone che vivono sempre con un piede nella realtà e un piede fuori, in un luogo indefinito, conosciuto solo da loro.
Un sognatore. Un cercatore d’oro. Un cacciatore di emozioni.
Così si definiva nella sua mente.
E viaggiava, viaggiava di continuo, avendo come mezzo di trasporto le pagine dei libri, che lo sollevavano e lo portavano lontano, ovunque volesse andare.

L’autrice usa questo libro come una grande metafora: I viaggi segreti di Carlo Rossmann parla, infatti, di corruzioni, di precariato, di instabilità lavorativa, di politici capaci di fare grandi promesse solo per il proprio tornaconto. Un momento lavorativo, di questi tempi, molto reale.

Ho trovato, però, alcune scene alquanto surreali: per quanto il mondo del lavoro descritto dall’autrice sia vero, determinate scene stonano. Stonano perché fanno credere che si sia voluto esagerare con le situazioni. Non so se sia stata una scelta ben ponderata dall’autrice prima di scriverle, magari per far vedere quante cose possano accadere e quanto le persone bisognose possano sopportare, ma l’ho trovata una scelta esasperata, ecco.

Per quanto riguarda i personaggi, invece, devo dire che l’autrice è riuscita a delinearli bene: soprattutto Carlo, il protagonista, con il quale il lettore empatizza subito. Un ragazzo venticinquenne che perde il lavoro e che fa di tutto pur di avere la sua stabilità economica. Molto probabilmente perché, al giorno d’oggi, qualsiasi giovane si potrebbe rivedere in lui. Lo stile semplice, poi, rende facile la lettura.

Se non fosse stato per delle scene che mi hanno fatto storcere il naso, il libro lo avrei promosso senza problemi. Ma devo essere coerente con me stessa e con ciò che ho provato durante la lettura e, per me, è stata messa troppa carne al fuoco.

Prodotto fornito da Elena Corti

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