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[RECENSIONE] Kill Creek di Scott Thomas

[RECENSIONE] Kill Creek di Scott Thomas

Succede sempre così in queste case. Sempre di sera. Durante il giorno va tutto bene. Di sera, però? È allora che tutto precipita.

 Scott Thomas | Kill Creek | Rizzoli | € 19,00 | Pag. 504 

In fondo a una strada sterrata, mezzo dimenticata nel cuore del Kansas, sorge la casa delle sorelle Finch. Per molti anni è rimasta vuota, abbandonata, soffocata dalle erbacce. Adesso la porta sta per essere riaperta. Ma qualcosa, o qualcuno, aspetta nel profondo delle sue ombre, e non vede l’ora di incontrare i suoi nuovi ospiti.
Quando Sam McGarver, autore di best seller horror, viene invitato a trascorrere la notte di Halloween in una delle case infestate dai fantasmi più famosa del mondo, accetta con riluttanza. Se non altro, non sarà solo: con lui ci saranno altri tre acclamati maestri del macabro, scrittori che come lui hanno contribuito a tracciare la mappa moderna di quel genere letterario. Ma quella che inizia come una trovata pubblicitaria si trasformerà in una vera e propria lotta per la sopravvivenza.
L’entità che hanno risvegliato li segue, li tormenta, li minaccia, fino a farli diventare parte della sanguinosa eredità di Kill Creek.

LA MIA OPINIONE

Quattro scrittori del genere horror vengono chiamati a riunirsi la notte di Halloween, in una delle case infestate dai fantasmi più famosa al mondo. Quella che dovrebbe essere solo una trovata pubblicitaria, si rivelerà poi una lotta continua.
Quella notte non succede quasi nulla, ma l’entità che hanno risvegliato li segue nella loro quotidianità, rendendoli quasi pazzi. Da quando sono tornati, infatti, da quel weekend nulla è più come prima: lo spirito che li perseguita assume le sembianze di persone a loro care, risvegliando i loro incubi passati; li obbliga a scrivere un romanzo, senza mai fermarsi. Un romanzo che si rivelerà per tutti e quattro i protagonisti simile: cambia solo lo stile, ognuno adotta il suo, ma la storia è sempre la stessa. C’è solo una cosa che li lascia perplessi: tutti hanno avuto il blocco dello scrittore arrivati allo stesso punto della storia, alla stessa identica frase. Tutti eccetto uno. E sanno che, per poter chiudere definitivamente questa parentesi della loro vita, devono recarsi nuovamente a Kill Creek.

Parto subito dicendovi che questo libro per me è un grande NO, una grandissima delusione. Kill Creek dovrebbe essere un horror, ma di questo genere non ha nulla.

Io non sono un’esperta (se escludiamo Piccoli Brividi di vent’anni fa, nelle mie letture non figura nessun horror, al momento), ma posso immaginare cosa si dovrebbe provare durante la sua lettura: paura, ansia, inquietudine, terrore, orrore, spavento; si dovrebbe avere quella sensazione di turbamento, di apprensione nel leggerlo di notte. Io tutto questo non l’ho mai provato durante la lettura di Kill Creek, neanche per una frazione di secondo. Ho aspettato invano, per più di 500 pagine, che accadesse qualcosa che mi facesse venire i brividi, brividi di paura. Invece è stato tutto normale, io ero tranquillissima e così sono rimasta per tutta la lunghezza del romanzo. Io, ripeto, non sono un’esperta di questo genere (anzi!) e quindi non posso parlare di cliché, di personaggi stereotipati, di storie trite e ritrite. Proprio per questo, però, avrebbe dovuto sortire in me una reazione diversa da quella che, invece, ha suscitato.

Di positivo, questo libro, ha sicuramente la scorrevolezza: è scritto bene e si legge facilmente (io ci ho messo due settimane, un po’ per impegni familiari, un po’ perché non mi spingeva – il libro non lo stile – a continuarlo), ma – ahimè – non ho trovato altro. Certamente si percepisce il fatto che l’autore, nella vita reale, sia uno sceneggiatore televisivo, ma qui mi ha dato l’impressione di non essere riuscito a trasmettere quello che – in realtà – avrebbe voluto.

Ne trarranno una serie TV (regia Scott Derrickson  The Exorcism of Emily Rose) e sono sicura che, se dovessero trasmetterla in Italia, la guarderò perché, secondo me, è perfetta per questo tipo di trasposizione. Ma per quanto riguarda il libro, per me è un NO detto con dispiacere, con vero dispiacere.

#giftedby Rizzoli

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