Annunci
[RECENSIONE] Nata da sola, cresciuta con te di Marianna Zinna

[RECENSIONE] Nata da sola, cresciuta con te di Marianna Zinna

Avremmo fatto la nostra parte, lasciando a ciascuna la sua dose di lividi. Perché questo è crescere insieme a qualcuno: amore e cicatrici, quelle dentro, quelle che non sai di lasciare e a volte non sai nemmeno di avere, non quando ti vengono inferte.

Marianna Zinna | Nata da sola, cresciuta con te | Pathos Edizioni |
€ 13,00 | Pag. 175

Mettere al mondo ed educare un altro essere umano non è semplice e ognuno lo fa a modo suo, commettendo anche una marea di errori e lasciando, nella memoria dei figli, immagini e suggestioni che non andranno mai via e che saranno rielaborati nel tempo, ai vari gradi di maturità. È il racconto dolcemaro di uno dei tanti modi in cui si costruisce il legame tra madre e figlia, spesso così profondo e pieno di contraddizioni.

LA MIA OPINIONE

L’amore tra una madre e il proprio figlio è il più grande che possa esistere. A volte, però, ti ritrovi con una madre che, fin da subito, ti lascia capire le differenze tra te e tuo fratello maggiore; ti lascia capire che te la devi cavare da sola; ti lascia capire, e a volte te lo dice proprio, che la bellezza è la cosa più importante per una donna perché capace di aprire porte, di far scorrere la vita in maniera non troppo complicata, di farti avere tutto ciò che desideri.

In questo libro, l’autrice ci parla del rapporto con sua madre: una donna fissata con la bellezza e con la sua continua ricerca, incapace di insegnare; una donna fortunata perché la secondogenita è, fin da subito, indipendente e questa sua indipendenza l’accompagna per tutta la vita. Ma è una figlia che soffre per non essere abbastanza bella, non come sua madre vorrebbe che fosse la sua figlia femmina.

Nonostante i miei moti di indipendenza, una parte di me voleva che mamma mi vedesse bella come desiderava.

Quello che, inizialmente, mi ha dato un senso di soffocamento, oppressione, fastidio, si è poi tramutato in un senso di dispiacere, ammirazione. La sua continua ricerca della bellezza a qualsiasi costo, quella che mi ha fatto tanto storcere il naso, è stata poi – nel momento in cui la madre si è ammalata di cancro – la sua ancora di salvezza; è stata quella che, nonostante il dolore, la faceva sorridere quando i dottori le facevano i complimenti. Non è stata, però, una mamma solo attenta a questa. Nonostante non fosse portata per insegnare, non avesse la pazienza giusta, non contemplava cose diverse da quelle da lei decise, da questo romanzo ne esce una mamma rispettosa delle scelte fatte dai figli (non condividendole); una mamma che non fa mai vedere le sue debolezze, che faceva sembrare le cose leggere – anche se, in realtà, erano pesanti da mandare giù. Una mamma che, a volte inconsapevolmente, ha ferito sua figlia, ma che ha cercato in tutti i modi di rispettarla e appoggiarla. Quella stessa figlia che spesso ha incassato senza dire nulla.

È così che siamo fatti, in fondo.
Siamo comprensivi ed amiamo profondamente.
Lasciamo scorrere il male fatto da chi ci ama, raccontandoci che è involontario, inconsapevole.
“Non se ne è resa conto. Mica lo ha fatto perché non mi vuol bene!”
Questo ci raccontiamo. Quello stesso male ci resta attaccato addosso, perché, qualunque sia la dinamica o la motivazione, ci è stato fatto. A volte torna, lo si sente, per essere vendicato. Sono così i rapporti, anche quelli più profondi e sinceri, anche quelli tra una figlia e una madre che si adorano.

Nonostante le ferite, il loro rapporto è indissolubile, pieno di amore non dimostrato ma sentito, un crescendo continuo.

Un libro in cui non si parla del più classico degli amori tra madre e figlia, ma di un rapporto fatto di alti e bassi, di ferite e rimedi, di crescita personale, di indipendenza che non è – comunque – un distaccamento. Un libro che affronta il dolore, la malattia, le cure e lo fa con delicatezza. Un libro fatto di rospi ingoiati e ferite inferte per ripagare un po’ ciò che si è subìto. Io, personalmente, ci ho visto tanto amore, tanta realtà, tanta verità. Perché non tutti i rapporti sono idilliaci come vogliamo pensare; non tutti i rapporti sono fatti di abbracci e baci, di sorrisi e carezze. Non per questo, però, sono meno importanti, meno veri, meno sentiti.

È un istinto innato nell’essere umano, la difficoltà di comunicazione.

Gifted by Pathos Edizioni

Link Amazon: https://amzn.to/30LnHkD

Annunci
Piaciuto l'articolo? Condividilo!

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: