[RECENSIONE] Fratelli di Simone Marcuzzi

[RECENSIONE] Fratelli di Simone Marcuzzi

Succede a tanti fratelli di smarrirsi. Può avvenire naturalmente come esito di modi diversi di intendere la vita, o a causa di uno strappo violento, magari per la spartizione dell’eredità dei genitori, o ancora perché il lavoro o l’amore ha reso incompatibile la geografia delle rispettive esistenze.

 Simone Marcuzzi | Fratelli | DeA Planeta | € 16,00 | Pag. 366

Alberto, il fratello minore, è un bambino timido, profondo, ottimi voti a scuola e una innata predisposizione al rispetto delle regole: il tipo di figlio che non dà mai problemi. Lorenzo, il maggiore, è un capobranco naturale, determinato a seguire la propria strada ovunque essa lo porti: un ragazzo destinato a sorprendere sempre. Alberto si è beccato il soprannome di “Zavorra”, perché sta sempre attaccato al fratello, nel tentativo maldestro di dimostrarsi alla sua altezza. Ma essere un peso non gli dispiace, perché significa essere legati. Di più, inseparabili. E il piccolo seguirebbe Lorenzo in capo al mondo pur di imparare i suoi gesti mentre suona la chitarra, pur di ascoltare la sua musica, pur di assomigliargli almeno un po’. Il problema è che poi si cresce, l’adolescenza è una tempesta e sconvolge tutto, mentre la vita adulta si rivela, anno dopo anno, un rebus indecifrabile. E così i due si allontanano – senza un motivo preciso, o forse per tutti i motivi possibili – fin quando quel legame diventa malinconico come un lungo silenzio. Ma come si fa a capire perché a volte si perde chi ha il nostro stesso sangue? Come si affronta ciò che ci portiamo dentro da quando eravamo bambini, paure comprese? Simone Marcuzzi indaga con intensità e dolcezza un rapporto delicato tra persone che possono essere tutto l’una per l’altra – complici, confidenti, amici, ma anche rivali, spine nel fianco, estranei – e racconta l’umanissima difficoltà di resistere alla tentazione di chiamarsi fuori dalle cose, per imparare a starci dentro e a tenere stretto chi amiamo.

LA MIA OPINIONE

Quando tra due fratelli c’è qualche anno di differenza, è normale che la visione delle cose sia differente, che la crescita sia diversa.

Conosciamo Alberto ad otto anni e Lorenzo, suo fratello, ne sta per compiere quattordici. Tra di loro c’è un rapporto simbiotico, ma non manca di litigi e incomprensioni. Alberto vede in lui un eroe, un complice, un amico e, quando torna dalla colonia – dove quell’estate è stato in vacanza -, non riesce a capire cosa sia cambiato in Lorenzo. È entrato nella fase adolescenziale ed è diventato sarcastico, aggressivo, spesso inopportuno e lo tratta con sufficienza. Ma Alberto non è solo un ottimo osservatore, conoscitore di suo fratello, lo è anche dei genitori. In colonia, un semplice bagno in piscina che sua madre cerca di dissuadere in tutti i modi, gli fa capire che in lei c’è qualcosa che la turba fortemente, che le fa paura, terrore. Chiede, al ritorno, spiegazioni a suo padre e viene così, a conoscenza di un pezzo di vita di cui era ignaro che lo lascia sgomento, impressionato, incrinato. E inizia a capire perché sua madre spesso rivolge lo sguardo fuori dalla finestra, alla ricerca di un qualcosa che non c’è, triste, malinconica.

Se vogliamo chiamare infanzia quel periodo in cui un figlio è soprattutto un oggetto sacro da proteggere, educare e incoraggiare, allora per Alberto era finita in quel momento.
[…] Entrando nel suo studio quella sera, Alberto non pensava di andare incontro a un rito di passaggio, solo di trovare rassicurazione, ma anche questo, avrebbe iniziato a pensare, faceva parte della vita. Cercare una cosa bella e trovarne una brutta.

Alberto cresce, inizia il liceo, ritrova Fabrizio, un ragazzo conosciuto in colonia, e diventano inseraparabili, riprendendo quell’amicizia da dove l’avevano lasciata alla fine della vacanza. Un’amicizia che, però, si interrompe brutalmente e getta Alberto nello sconforto. Ne vorrebbe parlare con Lorenzo, che ora abita a Bologna, per cercare sostegno, rassicurazione, consolazione, ma presto il discorso si sposta sulle cose del fratello maggiore e Alberto si tiene il dolore dentro di sé, non riuscendo poi più a parlarne.
Ma anche i rapporti tra questi ultimi due si interrompe, tra sensi di colpa, silenzi, conflitti, cambiamenti, allontanamenti, strappi.

Fratelli è un romanzo di formazione diviso in tre parti: nella prima troviamo Alberto e Lorenzo, il loro rapporto in cui il fratello più piccolo sembra più coinvolto; nella seconda parte, troviamo la crescita di Alberto, i suoi problemi, i suoi silenzi, la sua solitudine, la sua malinconia, i suoi dubbi, i suoi conflitti interiori, le sue scelte; nella terza parte, invece, Alberto è cresciuto, è un uomo che lotta con i sensi di colpa. Ritroviamo anche il rapporto con Lorenzo che questa volta è vuoto, un legame nullo, fatto di silenzi, confronti mancati, litigi evitabili quando stanno vicino. Due persone praticamente estranee.

La seconda parte è quella che si concentra meno sul rapporto tra Alberto e Lorenzo: è quella che mi ha fatto chiedere più volte dove si volesse andare a parare, ma è anche quella che, a fine lettura, ho ritenuto la più necessaria. Mi ha consentito di conoscere Alberto non più in funzione di Lorenzo, ma come ragazzo solo, che combatte i suoi demoni, e che – da solo – affronta la fase critica dell’adolescenza.

Lo stile dell’autore è semplice, fluido e, anche nella scrittura, si sente la maturazione di Alberto, il suo cambiamento. Un romanzo non lineare che ci fa viaggiare tra passato e presente, ma che ci fa tenere alta la concentrazione sulla storia, sul suo svolgimento, sugli accadimenti.
Un romanzo che parla di un rapporto complicato e lo fa con spontaneità. Ho spesso avuto l’impressione che questa storia non sia solo frutto dell’immaginazione dell’autore, ma che – in realtà – sia un qualcosa di autobiografico o comunque, se non suo, di quanto più possibile a lui vicino. E questo presentimento si è fatto più forte in uno specifico passaggio del racconto, tanto che mi sono fermata e ho pensato “È una conferma alle mie sensazioni?”.

Un romanzo delicato, di impatto (soprattutto per chi ha dei rapporti un po’ particolari con il proprio fratello o la propria sorella). Ti fa pensare “Il nostro è stato uno smarrirsi avvenuto naturalmente o a causa di uno strappo violento?” e ti fa riflettere. Ti catapulta, inevitabilmente, nei tuoi ricordi e, per quanto dolorosi, ti ritrovi in loro compagnia per un po’ di tempo.

Gifted by DeA Planeta

Link Amazon cartaceo: https://amzn.to/2O3jdkn

Link Amazon eBook: https://amzn.to/2RzL5yB

Piaciuto l'articolo? Condividilo!

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: