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[RECENSIONE] Una volta è abbastanza di Giulia Ciarapica

[RECENSIONE] Una volta è abbastanza di Giulia Ciarapica

Quando qualcuno è fuori da te significa che nonostante la distanza necessaria ai corpi per muoversi e respirare in modo autonomo, quel qualcuno tornerà sempre nel suo rifugio, e quel rifugio sei tu. Ma quando qualcuno è fuori di te, allora no, vuol dire che non ne ha mai fatto parte.

Giulia Ciarapica | Una volta è abbastanza | Rizzoli |
€ 19,00 | Pag. 366

L’Italia è appena uscita dalla guerra. A Casette d’Ete, un borgo sperduto dell’entroterra marchigiano, la vita è scandita da albe silenziose e da tramonti che nessuno vede perché a quell’ora sono tutti nei laboratori ad attaccare suole, togliere chiodi, passare il mastice. A cucire scarpe. Annetta e Giuliana sono sorelle: tanto è eccentrica e spavalda la maggiore – capelli alla maschietta e rossetti vistosi, una che fiuta sempre l’occasione giusta – quanto è acerba e inesperta la minore, timorosa di uscire allo scoperto e allo stesso tempo inquieta come un cucciolo che scalpita nella tana, in attesa di scoprire il mondo. Nonostante siano così diverse, l’amore che le unisce è viscerale. A metterlo a dura prova però è Valentino: non supera il metro e sessantacinque, ha profondi occhi scuri e non si lascia mai intimidire. Attirato dall’esplosività di Annetta, finisce per innamorarsi e sposare Giuliana. Insieme si lanciano nell’industria calzaturiera, dirigendo una fabbrica destinata ad avere sempre più successo. Dopo anni, nonostante la guerra silenziosa tra Annetta e Giuliana continui, le due sorelle non sono mai riuscite a mettere a tacere la forza del loro legame, che urla e aggredisce lo stomaco. Giulia Ciarapica ci apre le porte di una comunità della provincia profonda: tra quelle colline si combatte per il riscatto e tutti lottano per un futuro diverso. Non sanno dove li porterà, ma hanno bisogno di credere e di andare.

LA MIA OPINIONE

Avete presenti quei libri che, una volta finiti, rimangono nella tua mente, ti fanno compagnia fino ad addormentarti e, la mattina seguente, li guardi, li fissi e ti rendi conto di essere ancora lì, intrappolata in una storia che non vuoi lasciare andare? È esattamente quello che mi è successo con il romanzo di Giulia Ciarapica. A distanza di qualche giorno sono ancora lì, sento la mancanza dei personaggi e di quel piccolo paesino.

Una volta è abbastanza è una saga famigliare ambientata a Casette D’Ete, un paesino – appunto – situato nell’entroterra marchigiano.
Annetta e Valentino si parlano, per la prima volta, una sera di fine maggio del ’39. A lei non interessa nulla dei tempi, di chi deve corteggiare chi, ciò che avrebbe detto la gente, come si sarebbe dovuta comportare. A lei interessa solo lui. Ma lui, poi, parte per la guerra e, al ritorno, scopre che la donna che ama lo ha tradito, non lo ha aspettato e la loro storia si chiude malamente.

«Le lunghe attese cancellano tutto, anche i sentimenti» [Annetta a Valentino]
[…]
Giuliana osserva i due fidanzati discutere e ripensa a tutte le volte che, cinque anni prima, ha fatto da staffetta, portando le lettere d’amore di Annetta a Valentino e quelle di Valentino ad Annetta. È stata testimone di quel sentimento, l’ha visto nascere e prendere forma, e ora ne è anche testimone della fine.

Giuliana è molto diversa da sua sorella maggiore. Lei è timida, tenace, forte, ragionevole, mentre Annetta è libera, spavalda, quasi egoista. Mentre Annetta è rinchiusa in sanatorio per aver contratto la tubercolosi, Giuliana inizia a lavorare nel laboratorio di Valentino. I due si innamorano e, inizialmente, cercano di tenere nascosto questo sentimento, anche se tutti hanno capito cosa ci sia tra loro.

A Casette D’Ete ognuno campa per sé, mentre sbircia la vita degli altri dal buco della serratura.

È talmente forte ciò che provano l’uno per l’altra che decidono di viversi questo amore alla luce del sole, contro tutti: contro le dicerie della gente, contro i pareri contrari, contro il senso di colpa costante che attanaglia Giulietta e, in un certo senso, anche contro Annetta. Contro il suo essere presente anche quando non c’è, contro il passato che – spesso – torna prepotentemente.
E quando Annetta torna, tra le due sorelle c’è rivalità, silenzio, finta indifferenza. Il rancore di Annetta è palpabile, ma l’amore è più forte.

Giulia Ciarapica è stata in grado di costruire una storia vera, sentita, con una descrizione dei personaggi e dei loro sentimenti nitida, intensa, fine. Sei lì, leggi e li hai davanti, proprio di fronte a te, con le loro espressioni, con le loro emozioni, i loro pensieri. E sei tra le vie di Casette D’Ete, in quei campi, in quei laboratori che trasudano fatica, emanano l’odore del mastice, della pelle. E tu, quegli odori, li senti sotto al tuo naso, nelle tue narici; quel battere i chiodi, lo senti nelle tue orecchie. E sei tra quelle persone, che con i loro dialoghi – spesso in dialetto – , ti travolgono, ti fanno sorridere, ti fanno sentire come se facessi parte di loro, delle loro vite intrecciate, collegate. Quelle vite che hanno visto l’amore, l’amicizia, la nascita di un qualcosa e la perdita di qualcos’altro, la gioia, la serenità, il cambiamento e l’evoluzione di quel paesino tanto amato. Quel paese che inizia a vedere la sua trasformazione in una piccola cittadina, con le strade finalmente asfaltate.

 

È un paese che respira l’aria viva della metamorfosi: come un corpo che cresce, che cambia voce, che prende consapevolezza della propria sessualità, Casette D’Ete ha aperto gli occhi a un mondo nuovo, fatto di piccole certezze e di grandi entusiasmi. Resta la durezza di un silenzio appassionato, che unisce le case, i luoghi e i sentimenti. Che serpeggia lungo le schiene piegate dalla fatica. Immutabili e immutate.

Una volta è abbastanza ha un finale che ti lascia di stucco, senza parole, che – ovviamente – apre la strada a un secondo romanzo. Infatti questo primo libro fa parte di una trilogia e tu sei lì che aspetti, speri che arrivi il prima possibile il seguito perché ne hai bisogno. Ne hai assolutamente bisogno. Perché sai che non sei pronto a lasciare andare Valentino, Giuliana, Annetta, Rosa, Gigio, Filomena, Rita, i bambini. Non sei pronto a lasciare andare Casette D’Ete e la sua atmosfera. Non sei pronto perché questo finale è come se ti avesse strappato brutalmente dai tuoi nuovi amici. E tu l’unica cosa che vuoi fare è ricongiungerti a loro.

Perché resta solo quel che conta, e conta soltanto ciò che resta. Al di là di tutto. Nonostante tutto.

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