[RECENSIONE] #Leggera come una piuma – Il mondo di Bea di Sara Fiorentino

[RECENSIONE] #Leggera come una piuma – Il mondo di Bea di Sara Fiorentino

Perché la vita è dura, ma spero di avervi insegnato che bisogna esserlo ancora più di lei.
Non importa se le sofferenze hanno fatto sì che non siate più gli stessi.
Non fa niente anche se il dolore è diventato la vostra seconda pelle.
Il dispiacere può plasmarvi a suo piacimento, ma siete solo e soltanto voi a scegliere come proseguire il vostro cammino, e dovete farlo arricchiti dalle esperienze e con le braccia spalancate, pronti a cogliere il bello che ancora può arrivare.

Sara Fiorentino | #Leggera come una piuma - Il mondo di Bea |
Pathos Edizioni | € 24,00 | Pag. 232 

La storia di Beatrice, una bambina affetta da una malattia sconosciuta che ad oggi ancora non ha un nome, quindi ogni cosa che ha vissuto è stata davvero unica e speciale. Una bambina che ha vissuto 9 anni e mezzo in un corpo ‘ribelle’ che ha creato un secondo scheletro che non le ha permesso di muoversi. Molti l’hanno denominata come la ‘bambina di pietra’ ma a lei piaceva pensare di essere come una splendida bambola dai capelli ricci. In queste pagine imparerete che i limiti sono solo nella nostra testa, perché anche con una carrozzina si può volare davvero alto, ed io grazie alla mia famiglia l’ho sempre fatto. La sua giovanissima mamma ad agosto 2017 è venuta a mancare per un cancro al cervello. Bea però ha deciso, insieme al suo papà, alla zia Sara e a tutta la famiglia, di continuare a portare avanti i progetti della sua mamma. Stefania infatti ha dato vita negli anni alla Associazione Onlus Gli Amici di Bea la quale contribuisce alla ricerca sulle malattie sostenendo tanti bambini non fortunati come Bea.

LA MIA OPINIONE

Non credo che si possa recensire questo libro nel modo che tutti conosciamo. Potrei dirvi che è scorrevole, che la scrittura e la narrazione sono pulite, chiare, potrei dirvi che è Bea che ci parla direttamente. Ma non è questo che bisogna dire di questo libro. È lei che ci interessa, è la sua storia.

Credo che tutti, o quasi, conosciamo Bea, La bambina di pietra come è stata soprannominata. Per chi non la conoscesse, proverò a parlarvene un po’ io.

Bea è una bambina a cui è stata diagnosticata una malattia , non rara ma unica. Una lastra le ha fatto vedere cosa accadeva al suo corpo: un secondo strato di ossa stava immobilizzando le sue articolazioni e non le permetteva di muoversi come gli altri bambini.

La mia malattia non ha un nome, è il primo caso in tutto il mondo, ma una cosa è certa, viene definita degenerativa, cammina dentro di me e cambia il mio corpo e le mie abitudini.
Non ricordo il giorno in cui, ad esempio, ho smesso di stare seduta, ricordo invece perfettamente quello in cui ho dovuto smettere di mangiare cibo solido.
Le calcificazioni non si sono fermate alle mie articolazioni, adesso hanno imprigionato tutto il mio corpo e rendono difficile la deglutizione, motivo per cui io posso ingerire solo sostanze cremose.
[…]
La mia vita è un tortuoso mondo fatto di sacrifici, sorrisi e tanta tanta fantasia.

Grazie alla pagina Facebook Il mondo di Bea, creata dalla zia Sara nel 2012, si sono raccolti i fondi – grazie ad alcuni eventi benefici – per l’acquisto delle poltroncine (per la macchina e per la doccia) di cui Bea aveva bisogno. Fondi che l’Asl non diede loro.
La solidarietà delle persone si vede sempre, ma – purtroppo – oltre a questa, si può incappare in persone insensibili che fanno domande inadeguate, di cattivo gusto, senza preoccuparsi minimamente della presenza di Bea. Come se lei non ci fosse.

Ho imparato a difendermi dagli sguardi curiosi delle persone, ma dai commenti… quelli no, era più difficile.

In questo libro, in questo viaggio, conosciamo una bambina che, nonostante le mille difficoltà e i dolori, non si è mai buttata giù. Si è fatta forza, anche grazie all’immenso amore che l’ha circondata, è stata capace di godersi le giornate e la vita come pochi di noi sanno fare, rideva, usava l’ironia per strappare sorrisi alle persone a lei care. Una bambina intensa, divertente, forte. Forte anche quando, purtroppo, sua madre si è ammalata di cancro. Forte anche quando, purtroppo, sua madre ha perso la sua battaglia.

La bambina di pietra è un soprannome che proprio non le se addice perché, come ci ha detto lei stessa, la pietra l’aveva distrutta con il suo coraggio, con la sua tenacia e soprattutto con la grande voglia di vivere che proprio sua madre le aveva trasmesso. E come dice sua zia Sara, la pietra è dura, non puoi spostarla, mentre lei con un soffio ha smosso i cuori e le coscienze di tutti noi.

Potrei stare qui, a parlarvi ancora di lei, del suo rapporto splendido con sua madre, suo padre, i suoi nonni, i suoi zii; potrei parlarvi del suo amore per la musica e delle serate passate a guardare Sanremo; potrei raccontarvi della sua passione per i budini e per il crodino (con una scorza di arancia e lo zucchero sul bordo del bicchiere, che poi non serviva perché si beveva esclusivamente dalla cannuccia); potrei parlarvi di Venezia e del terrore dei piccioni; potrei parlarvi della sua fantasia, del suo andare in bagno mentre era sdraiata sul divano e nessuno doveva disturbarla. Potrei parlarvi di tante altre cose. Non lo faccio perché voglio che scopriate da soli tutto questo, voglio che vi facciate trascinare nella sua vita, che guardiate le sue foto, che godiate delle sue lezioni di vita.

Fidatevi, ne vale la pena: dopo ne uscirete con un grandissimo insegnamento.

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