[RECENSIONE] Il Ninja. Ti aspetto dove il tempo si è fermato di Stefania Panetta

[RECENSIONE] Il Ninja. Ti aspetto dove il tempo si è fermato di Stefania Panetta

A volte capita così. Quando la vita decise di essere dispettosa, ti mette davanti degli ostacoli che non riesci a superare, ti incolla i piedi al terreno con la stanchezza e ti abitua a soffrire. Ti abitua talmente tanto che, al posto di rischiare, preferisci vivere in una situazione familiare perché pensi che, in fondo, più di così non possa fare male.

Stefania Panetta | Il Ninja - Ti aspetto dove il tempo si è fermato |
Pathos Edizioni | € 16,00 | Pag. 287

Serena incontra Matteo, dieci anni più grande di lei, e perde completamente la testa. Matteo è un uomo brillante, ambizioso, tormentato da un passato difficile e oscuro che lo ha portato a non credere più nei rapporti duraturi. I due decidono di fare un patto: divertirsi e darsi il meglio di loro per poi dirsi addio. Ai due sembra la situazione ideale, ma a mano a mano che iniziano a conoscersi, si renderanno conto che quello che era partito come un gioco, sarebbe diventato un intreccio di anime pericoloso. Entrambi si metteranno in discussione per un amore troppo grande per essere vissuto davvero.

LA MIA OPINIONE

Serena, dopo otto anni, vede la sua relazione con Davide naufragare. Di punto in bianco i suoi progetti vanno in frantumi. Le domande sono tante, le risposte poche o nulle, i segnali non captati. È solo grazie alle sue amiche che riesce a non sprofondare del tutto, a non cadere nel baratro.
Una sera, mentre è in discoteca in loro compagnia, Serena conosce Matteo, un ragazzo che stuzzica da subito la sua curiosità. I suoi occhi che trasmettono un velo di tristezza, lo sguardo annoiato che – guardandolo bene – nasconde un passato scuro da dover difendere in tutti i modi.
Tra loro inizia il divertimento, gli aperitivi, le cene. E poi un bacio lunghissimo che accenderà la passione. Trasporto, complicità, un’energia che li fa sentire vicini anche quando sono lontani chilometri l’uno dall’altra: il loro rapporto è composto da queste cose. Hanno fatto un patto: si sarebbero dati il meglio e poi si sarebbero detti addio, senza rammarico, senza dolore. Quando iniziano a nascere i sentimenti, però, le cose si complicano e, invece di lasciare da parte la paura e provare a viversi, si allontanano sempre di più.

Subito ho capito che qualcosa ci accomunava.
Il modo di vivere le emozioni, di goderle fino in fondo, anche e soprattutto quelle che fanno male. Sono quelle che ti aiutano a crescere, ti induriscono.
A volte rischi che ti consumino da dentro e che di te lascino solo un contorno bruciato.

Il Ninja racconta la storia di un amore vero, non vissuto fino in fondo per paura. Una paura costante dovuta a delle sofferenze passate che interessano entrambi i personaggi. Una paura che li blocca, li inchioda anche quando il loro cuore urla di farlo vivere.
Con uno stile semplice e fluido, Stefania Panetta fa crescere nel lettore la speranza, gli fa fare il tifo affinché questa angoscia presente svanisca.
Ho apprezzato tantissimo le amiche di Serena: loro sono sempre lì, le stanno vicino e la fanno distrarre; non le dicono mai bugie, anche quando la verità sanno le farà male; non la fanno mai sentire di troppo, non giudicano mai, si limitano a dei consigli, ma il giudizio non fa parte di loro; le strappano sorrisi sinceri e le asciugano lacrime amare.
Il personaggi di Matteo, invece, è un’incognita: misterioso, ambizioso, brillante, con un passato che non vuole rivelare. Ed è proprio questo suo passato che lascia un po’ di amaro in bocca: nonostante più volte venga ripetuto che sarebbe stato svelato a tempo debito, in realtà non viene mai spiegato, o – più precisamente – viene accennato, ma non raccontato del tutto. Ma questo amaro in bocca lascia il tempo che trova: questo romanzo, infatti, racconta la vera storia dell’autrice, una parentesi della sua vita intima, reale, sofferta, dolorosa, bella ma – al tempo stesso – triste. Quindi, probabilmente, questa sensazione di insoddisfazione che prova il lettore, l’ha provata realmente anche l’autrice, trasformandosi per lei in frustrazione.

Una lettura che ti fa capire quanto la paura riesca a farti rinunciare alle emozioni vere; quanto il terrore di aprire di nuovo il cuore a qualcuno possa farti fare delle azioni che ti fanno soffrire, tanto, e che ti fanno pensare meglio adesso che dopo; la paura paralizza anche i sentimenti. E io l’unica cosa che riesco a dire è: non fatela mai vincere, la paura; lasciatevi andare ai sentimenti. Amate. Potreste ritrovarvi con il cuore rotto, ma con la consapevolezza di aver vissuto quanto di più bello ci sia.

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