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[RECENSIONE] I confini del male di P.G. Daniel

[RECENSIONE] I confini del male di P.G. Daniel

Per l’uomo non c’è altro inferno che la stupidità o la malvagità dei suoi simili. – Marchese De Sade

 P.G. Daniel | I confini del male - Storie di cronaca vera |
Pop Edizioni | € 12,00 | Pag. 213

Linda non lo sa, che diventare famosa non è così difficile: basta ubriacarsi una sera e lasciarsi filmare durante un rapporto intimo e adesso, ovunque vada, sembra che tutti abbiano già visto quel suo video, condiviso da uno smartphone all’altro, all’infinito.
Gennifer non lo capisce. Non riesce a capire perché mamma e papà la portino a casa della famiglia Caruso. Che quella è brutta gente, che fa male ai bambini.
Calogero ha il terrore negli occhi, mentre la banda di ragazzini lo circonda e lo prende a calci e pugni. Loro sghignazzano, lui urla: Sono solo. Sono un uomo solo. Aiuto.
Vittime.
Vite annientate. Abusate e svuotate di ogni senso, in una distratta indifferenza collettiva.
Ventitré racconti ispirati a casi italiani di cronaca vera. Crimini tanto più orribili perché compiuti in assenza di un movente vero e proprio, ma scatenati da trascuratezza morale, noia, mancanza di empatia.
Adolescenti che si trasformano in carnefici, ragazzine vittime di Revenge Porn. Bambini strappati ingiustamente alle loro famiglie e dati in adozione. Adulti che stuprano, uccidono, disprezzano…
Un mosaico attuale e agghiacciante, una crudele zona d’ombra dentro di noi.
L’assenza di umanità che conduce alla bestialità dei fatti.

LA MIA OPINIONE

Questo libro è devastante, distruggente, dilaniante. Bisogna davvero essere pronti perché ti fa arrabbiare, piangere, ti costringe a chiudere gli occhi – in moltissimi punti – perché quello che stai leggendo è doloroso. Molto doloroso. Ed è molto difficile parlarne.

I confini del male racchiude ventitré storie ispirate a casi italiani, alcuni facilmente riconoscibili, di cronaca nera, attuale. In questi ventitré racconti entriamo nelle vite delle vittime e vediamo da vicino l’omertà delle persone vicino a loro, conosciamo la malvagità dei carnefici.
La prima persona che conosciamo è Antonino: un ragazzino di dodici anni che viene preso di mira da tutti; sua madre in casa sfoga su di lui tutte le sue frustrazioni mentre fuori, dagli altri, si mostra perfetta, premurosa. Anche i suoi nonni lo ritengono un peso ed è proprio quando lo costringono ad andare a giocare con gli altri bambini che accade il peggio.
Il bullismo esercitato su questo ragazzino è lo stesso che subiscono anche Calogero e Leonora: il primo viene seviziato per molto tempo da una gang di ragazzini annoiati dalla vita di paese. Un paese in cui tutti sanno, ma nessuno muove un dito per mettere fine a queste atrocità. La seconda, invece, è una ragazza con la Sindrome di Down che incontra un gruppo di ragazzi che si divertono a prendersela con i più deboli. Ragazzi che devono decidere se il web preferisca il video di uno stupro di gruppo, di una spinta giù dal palazzo o mentre viene sbranata da un pitbull.
Lo stesso web che ha posto fine alla vita di Linda: aveva girato dei video hot che sono finiti su internet, alla mercé di tutti. Vittima di Revenge Porn, non ha retto e si è tolta la vita.
Lo stupro, quello che hanno subito Carmela ed Ernestina: la prima, in un ascensore, da dei ragazzi con cui ha scherzato. Ragazzi considerati bravi, di cui hanno festeggiato la scarcerazione familiari e conoscenti. In fondo, lei ci stava, si vedeva, e loro l’hanno solo accontentata. Umiliata e accusata, sembra quasi che le vittime siano i ragazzi. La seconda, invece, è una anziana signora che soffre di demenza senile. Non riconosce nessuno, a eccezione del titolare della struttura di cui è ospite. Ha paura: di lui, delle sue percosse e delle sue violenze, di quello che le fa ogni volta che chiude la porta a chiave, nella totale indifferenza di chi sa e tace.
Percosse che subisce anche Simone, un treenne con disturbi cognitivi, preso di mira dalla maestra che si diverte a picchiarlo e umiliarlo. Tanto non lo può dire, non parla, a differenza di Gennifer. Lei spesso ha parlato di quello che succede in casa dei vicini, quando i genitori la portano lì. Ha rimediato solo botte e rimproveri da sua madre. E, un giorno, quando rifiuta l’ennesimo abuso e minaccia di rivelarlo alla psicologa della scuola, vola dal balcone per mano del vicino.
Anche Marcolino e Carolina hanno subito violenze: il primo, fisiche, da sua madre che non sopportava più il pianto del neonato; la seconda, psicologiche, dagli assistenti sociale che le inculcano falsi ricordi per strapparla dai suoi genitori.
L’omicidio di Marcolino e l’abuso di potere esercitato su Carolina, si ricollegano ad altre storie: alla clochard, che viene bruciata viva; a Elhadji, che viene ucciso per paura che rivelasse gli sporchi affari del suo capo; ad Annamaria e Olimpia, vittime di femminicidio, uccise in un ultimo incontro, la prima, e nella villa di famiglia, la seconda, dal marito medico da cui stava per divorziare; ad Abdul, un maghrebino pistato a sangue da alcuni poliziotti; a Oiza, usata da una casa d’accoglienza per extracomunitari, per soldi.
Ci sono, poi, le storie di Luciano, vittima di omofobia; di Dick, un cane vittima della crudeltà umana; di Fabian, vittima di razzismo; di Luca e Maddalena, due genitori; di persone che si credono per bene, ma non ci pensano due volte a calpestare il pane destinato ai rom, finché questo diventa non più commestibile; di quarantanove persone che scappano dalla guerra, dalle atrocità del loro paese, ma che vengono lasciate in mare perché qualcuno ha deciso di chiudere i porti e non aiutarli.
Tante storie. Tanto dolore. Tanta rabbia.

L’omertà e l’indifferenza della gente, in questi racconti, sono un continuo schiaffo in pieno volto; la violenza, la crudeltà, la ferocia, la malvagità che si percepiscono sono disgustose, raccapriccianti, nauseanti.
P.G. Daniel è stato chiaro, netto, diretto, crudo, nel descrivere queste vicende, questi episodi di cronaca nera, facendo così capire bene le dinamiche che si celano dietro ogni azione e la follia che si cela dietro alle persone. Proprio per questo, all’inizio, vi ho detto che bisogna essere preparati ad affrontare questa lettura. Le scene descritte, specialmente nei racconti dei bambini e in quello del cane, vi mozzeranno il fiato, vi costringeranno a fare un respiro profondo prima di continuare; in alcune sarete addirittura costretti a fermarvi e chiudere il libro perché l’angoscia, la tristezza, l’amarezza, saranno talmente potenti da impedirvi la continuazione della lettura nell’immediato.

Ne vale la pena, però. Perché sono storie vere; perché sono storie che conosciamo (alcune le avrete riconosciute anche leggendo queste poche righe); perché non dobbiamo mai dimenticarci che le persone vanno aiutate, soprattutto quando sono loro a chiedere aiuto; perché dobbiamo sempre tenere in mente che anche la persona più insospettabile di questo mondo potrebbe essere capace di tali bestialità; perché questi casi non devono essere dimenticati, mai.
Fidatevi, leggetelo. Semplicemente siate pronti a ciò che leggerete.

Il mondo è un posto pericoloso, non a causa di quelli che compiono azioni malvagie ma per quelli che osservano senza fare nulla. – Albert Einstein

Gifted by Pop Edizioni
Pop Edizioni è una casa editrice nata un anno fa e creata da un gruppo di scrittori. Il loro progetto è quello di riconoscere il 20% del prezzo di copertina ed è quello di rifiutarsi categoricamente alla logica della grande distribuzione fisica e online, favorendo così le librerie indipendenti.

Se volete acquistare questo libro, potete farlo sul loro sito, cliccando QUI

 

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