[RECENSIONE] La biblioteca di Parigi di Janet Skeslien Charles

[RECENSIONE] La biblioteca di Parigi di Janet Skeslien Charles

Le biblioteche sono polmoni. I libri sono aria fresca inalata per continuare a far battere il cuore, a fare immaginare il cervello, a tenere viva la speranza.

 Janet Skeslien Charles | La biblioteca di Parigi | Garzanti |
 € 17,90 | Pag. 399

Parigi, 1940. I libri sono la luce. Odile non riesce a distogliere lo sguardo dalle parole che campeggiano sulla facciata della biblioteca e che racchiudono tutto quello in cui crede. Finalmente ha realizzato il suo sogno. Finalmente ha trovato lavoro in uno dei luoghi più antichi e prestigiosi del mondo. In quelle sale hanno camminato Edith Wharton ed Ernest Hemingway. Vi è custodita la letteratura mondiale. Quel motto, però, le suscita anche preoccupazione. Perché una nuova guerra è scoppiata. Perché l’invasione nazista non è più un timore, ma una certezza. Odile sa che nei momenti difficili i templi della cultura sono i primi a essere in pericolo: è lì che i nemici credono che si annidi la ribellione, la disobbedienza, la resistenza. Nei libri ci sono parole e concetti proibiti. E devono essere distrutti. Odile non può permettere che questo accada. Deve salvare quelle pagine, in modo che possano nutrire la mente di chi verrà dopo di lei, come già hanno fatto con la sua. E non solo. La biblioteca è il primo luogo in cui gli ebrei della città provano a nascondersi: cacciati dalle loro case, tra i libri si sentono al sicuro, e Odile vuole difenderli a ogni costo. Anche se questo significa macchiarsi di una colpa che le stritola il cuore. Una colpa che solo lei conosce. Un segreto che, dopo molto tempo, consegna nelle mani della giovane Lily, perché possa capire il peso delle sue scelte e non dimentichi mai il potere dei libri: luce nelle tenebre, spiraglio di speranza nelle avversità.

LA MIA OPINIONE

Nei primi mesi del 1939, Odile riesce a coronare il suo sogno: lavorare come bibliotecaria presso l’American Library di Parigi, dove si usa il Sistema Dewey per catalogare i libri. Questo sistema si basa sui numeri decimali, i quali permettono di tradurre esclusivamente in cifre le informazioni. E lei lo conosce a memoria.
Sembra che tutto vada a gonfie vele: finalmente ha ottenuto la sua indipendenza e conosce un ragazzo che le sembra assolutamente diverso da tutti quelli che il padre le ha presentato. Lui, infatti, ha difeso la sua voglia di emanciparsi e il gemello Rémy dagli attacchi del padre. Questo l’ha reso ai suoi occhi determinato, forte, audace nel difendere le proprie convinzioni. Ma tutte le certezze, tutto ciò che di bello hanno visto i suoi occhi, è destinato a cambiare.

Suo fratello si arruola e parte per il fronte, a dispetto di ciò che ha sempre detto suo padre e, quella guerra che sembrava lontana, sta arrivando anche a Parigi.
Quando i nazisti invadono la capitale francese, si vedono i primi restringimenti, fino a un vero e proprio controllo su tutti i cittadini. L’ingresso alla biblioteca viene vietato agli ebrei, il cibo inizia a scarseggiare, la paura incombe, i nazisti costituiscono dei posti di blocco forzati, controllano tutto e l’unica via di fuga dalla realtà sono i libri. Lo staff dell’American Library, infatti, inizia a spedire i volumi al fronte, per regalare ai loro soldati qualche momento di evasione, e rischia tutti i giorni la sua vita consegnando libri a domicilio agli ebrei, ai loro affezionatissimi clienti.

La lettura offriva un’evasione, qualcos’altro a cui pensare, un’intimità della mente.

Sono anni bui, fatti di ansie, perdite, nascondigli, tradimenti (persone che denunciano alla polizia familiari, amici, conoscenti), pianti, speranze spesso disilluse. Anni duri, difficilissimi da affrontare e impossibili da dimenticare.

Odile lo sa bene e, anche dopo tanti anni e dopo essersi trasferita dall’altra parte del mondo, nei suoi occhi si può notare ancora l’amarezza, il sacrificio della rinuncia, il dolore per non essere riuscita a fare di più.
Dove abita ora, a Froid – in Montana -, conduce una vita solitaria. In una città in cui si sa tutto di tutti, lei rimane un mistero. Conoscono solo da dove proviene, ma nessuno conosce la sua storia, nessuno è riuscito ad avvicinarla. Nessuno tranne Lily. Lei è incuriosita da questa donna e, con la scusa di una relazione su un libro ambientato in Francia, la avvicina. Nasce così un’amicizia particolare tra due donne di età diverse, piena di fiducia, di rispetto, di aiuto. Odile, tramite i suoi consigli, aiuterà Lily a maturare, a capire gli sbagli, a essere forte. Lily è anche l’unica persona che avrà il privilegio di conoscere la storia di Odile; l’unica persona a cui lei confiderà il suo segreto. Lily non lo sa, ma le ha salvato la vita.

La biblioteca di Parigi è un romanzo storico basato su una storia vera e con personaggi realmente esistiti. Quando l’autrice lavorava come direttrice dei programmi presso l’American Library di Parigi, i suoi colleghi le hanno raccontato del coraggioso staff che tenne aperta la biblioteca durante la Seconda Guerra Mondiale. Dopo anni di ricerca, Janet Skeslien Charles ha scritto un romanzo denso, profondo, coinvolgente, emozionante.
La paura di quegli anni bui è palpabile, il coraggio di rischiare la propria vita per permettere alle persone perseguitate di continuare a leggere è lodevole. Durante tutta la lettura, mi sono immedesimata in Odile e poi in Lily, alternandole come sono alternati i loro racconti all’interno del libro. Odile, così coraggiosa, così determinata, così fiduciosa; Lily, un’adolescente curiosa, costretta a dedicarsi alla nuova famiglia, dopo la morte di sua madre, così fragile – in certi momenti – che sembra stia per rompersi.

I libri salvano, ne sono sempre più convinta. Non ci fossero stati loro, migliaia di vite sarebbero rimaste lì, ferme, in attesa del peggio.
In questo romanzo, hanno un ruolo fondamentale, potente, determinante, ma non risultano mai esasperati, non sono inseriti a caso. Ogni loro citazione, ogni loro menzione è ben incentrata, e rendono il messaggio che si vuole trasmettere chiaro, limpido, naturale. La forza che donano, l’evasione che regalano, la verità che esprimono, il messaggio che vogliono mandare. Per questo e molto altro, i libri sono considerati pericolosi, leggere lo è; e proprio per questo, durante la Seconda Guerra Mondiale, molti sono stati bruciati, mandati al macero, fatti sparire. Ma qui, in questa storia, in questo racconto, abbiamo coloro che faranno di tutto purché questo non accada. Nascondendoli, difendendoli. Faranno tutto ciò che è possibile per far sì che la libertà di leggere non venga meno.

Un inno alla letteratura, alla lettura, all’amicizia, alla forza; un concentrato di emozioni, di pianti, di pelle d’oca, di paura anche, di turbamento. Un libro che è stato capace di superare di gran lunga le mie già altissime aspettative!

Gifted by Garzanti

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