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[RECENSIONE] Gli uomini muoiono le donne invecchiano di Isabelle Desesquelles

[RECENSIONE] Gli uomini muoiono le donne invecchiano di Isabelle Desesquelles

Si muore, ma si continuano a tenere le redini della memoria delle persone che ci hanno amato.

  Isabelle Desesquelles | Gli uomini muoiono le donne invecchiano | 
Edizioni Clichy | € 17,00 | Pag. 198

Sono dieci. Madri, sorelle, cugine, nipoti e bisnipoti. Tutte donne: la più piccola non ha nemmeno un mese, la più grande ha novant’anni. Alcune sono alla fine della loro esistenza, altre soltanto all’inizio. Tutte cercano soltanto una cosa: l’oblio. E lo cercano all’Éden, l’istituto di bellezza di Alice. Una dopo l’altra, svelano i loro segreti, e anche la loro fragilità. Senza nascondere niente, parlano di gioie e di sconfitte, dell’allegria di amare e del dolore di rinunciare. Le rughe e i sorrisi. I pianti e i sussulti del cuore. Tutte, ognuna a suo modo, sono irresistibilmente adorabili, e all’Éden si confrontano anche con un silenzio che tutto sovrasta, quello di Ève, l’assente, senza la quale hanno imparato a vivere. Intorno al suo ricordo queste dieci donne reimpareranno a essere una famiglia. Piene di fantasie, di malinconie, di una forza incontenibile e insospettabile, mentre gli uomini muoiono le donne invecchiano.

LA MIA OPINIONE

Dieci donne, unite da un legame di sangue, ci fanno entrare nella loro vita e ci raccontano il loro passato, i loro pensieri, le loro scelte, le loro sofferenze. Donne che si prendono cura di loro stesse all’Éden, o meglio… lasciano che sia Alice, la proprietaria di questo centro estetico, a farlo.
Per lei, non sono clienti, sono le donne più belle.

La mia pubblicità sono le donne che vengono qui. Le donne più belle, le chiamo così nella mia testa, da cui ho bandito la parola cliente. Le mie giornate non sono piene di appuntamenti, ma di incontri.

Di ogni donna che frequenta il suo centro, Alice scrive una scheda: annota il nome, l’età, il carattere, le preferenze, le personalità. Ed è così che ci vengono presentate, proprio attraverso queste note. Tra queste, però, c’è la scheda di una donna che non c’è più, nonché la prima cliente in assoluto dell’Éden: Éve.
Éve ha visto suo marito morire davanti ai suoi occhi, per proteggerla, per salvare la sua, di vita. Il dolore è atroce, enorme, insopportabile. Si toglie la vita in bagno, ingerendo una dose massiccia di medicinali.
La sua mancanza, a distanza di 15 anni dalla tragedia, pesa ancora come un macigno. Nessuno ne vuole parlare e se qualcuno prova ad accennare qualcosa, il discorso viene evitato o chiuso in fretta. Tutti cercano di andare avanti come possono, convivendo con quell’assenza così ingombrante e presente.
Éve ha scritto una lettera, appena presa la sua decisione definitiva, ma nessuno l’ha mai vista, nessuno l’ha mai letta… o così credono. Tra queste donne, c’è anche chi crede che di questa storia non sia vero nulla. Che Éve se ne sia andata, per il troppo dolore, senza lasciare spiegazioni a nessuno. Nemmeno a suo figlio Nicolas.

Gli uomini muoiono le donne invecchiano è un romanzo corale, con una struttura particolare che ho apprezzato tantissimo.
Il centro di questo libro è il corpo della donna, il suo cambiamento, il suo invecchiamento. L’Éden è quel posto dove prendersene cura, coccolarlo, conservare quella bellezza giovanile anche in età avanzata.
L’unica donna che non avrà mai a che fare con il passare degli anni, con la paura di una nuova ruga che spunta la mattina, è Éve. La sua bellezza resterà immutata. Una bellezza che non cambierà con il passare degli anni.

Isabelle Desesquelles tocca argomenti molto delicati, come il suicidio, senza enfatizzarli, limitandosi a raccontare ciò che è successo, e lo fa lentamente. La mancanza di Éve e le conseguenze del suo gesto pervadono l’intero romanzo, ma risultano naturali e non fastidiosi.
I personaggi sono tutti ben delineati: c’è chi ha visto il suo matrimonio fallire; chi non è riuscita a essere una madre migliore della sua, per i suoi figli; chi, dopo la morte del proprio marito, aspetta solo che la vita finisca; chi, finalmente, prende consapevolezza del proprio corpo e non si vergogna a mostrarlo; chi è appena nata e non sa ancora cosa le riservi il futuro; chi è alle prese con una gravidanza e vede il suo corpo cambiare, inevitabilmente; chi è in eterna competenza. Tutte donne diverse tra loro.
Sicuramente, quello che ha suscitato in me sentimenti contrastanti, è stato il personaggio di Lilì, la madre di Éve: così simpatica ed eccentrica a ottantatré anni quanto fastidiosa ed egoista da giovane.

Un romanzo che è totalmente inondato dalla cultura francese, dai loro modi di fare e di dire: mi è piaciuta molto questa scelta della scrittrice di coinvolgere il lettore e fargli conoscere alcune particolarità. Il tutto, descrivendo in modo chiaro la società di oggi. Società in cui la bellezza è qualcosa di identificativo e definitivo.

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