[RECENSIONE] I segreti di una culla vuota di Federica Cabras

[RECENSIONE] I segreti di una culla vuota di Federica Cabras

Spesso i segreti sono più a portata di mano di quanto non si creda.

 Federica Cabras | I segreti di una culla vuota | Officina Milena |
€ 15,00 | Pag. 240

Quando il marito Lorenzo muore, la trentunenne Beatrice impazzisce di dolore. Non è che uno spettro della bellissima donna in carriera di un tempo. Rimasta da sola, Beatrice si accorge che una figura sconosciuta e misteriosa la osserva, seguendola dappertutto. Quella persona conosceva suo marito? Bea non immagina che il brillante avvocato che ha sposato anni prima abbia nascosto un terribile segreto: in che modo quell’uomo che lei credeva buono e onesto è collegato alla morte del piccolo Giorgio Marcialis? Con il sostegno del giornalista Samuele, Beatrice intraprende l’insidioso cammino per arrivare alla verità. Un cammino lungo il quale scoprirà che molte persone hanno le mani sporche, anche quelle di cui si fidava.

LA MIA OPINIONE

Beatrice ha una vita serena, tranquilla: è sposata con Lorenzo e, tra loro, la passione è come i primi giorni, la complicità non è mai svanita, l’amore è cresciuto ogni giorno di più.
A volte, però, la vita ha in serbo un’altra strada, per te, come se la felicità provata fino a quel momento fosse troppa e andasse fermata.
Lorenzo, con un bacio fugace, saluta Bea e le dice che sarebbe tornato a breve, il tempo di raggiungere il supermercato e tornare. Lei, presa dalla revisione di un libro, gli ha rivolto uno sguardo veloce, mentre lui chiudeva la porta, inconsapevole che quello sarebbe stato il loro ultimo bacio, il loro ultimo tocco, l’ultima volta in cui Bea avrebbe posato gli occhi su Lorenzo, vivo. Suo marito, infatti, muore poco dopo a causa di un incidente.

Assurdo come certe cose sembrino buffe e tristi, quando ci si ripensa. E io non diedi minimamente importanza a quel bacio rubato, veloce e senza nessuna aspettativa.

Dopo mesi di apatia, dolore, ricordi che le affollavano la mente, lacrime, solitudine, Bea decide di riprendere in mano la sua vita. Lascia la casa in cui viveva con Lorenzo per trasferirsi in un altro quartiere, per allontanarsi da quella vita che sembra non appartenerle più.
Due incontri le stravolgeranno maggiormente la vita: quello con Samuele, un giornalista conosciuto una mattina al parco, e quello con Teresa, una donna che la segue e che – arrivato il momento – le sputa in faccia tutto il suo disprezzo, tutta la sua felicità nel sapere morta una delle persone coinvolte nel caso di suo figlio Giorgio.
Bea è incredula. Non capisce cosa possa c’entrare suo marito, il dolce e premuroso Lorenzo, con la morte di un bambino. Inizia così la sua indagine, aiutata da Samuele, che la porterà a scoprire quanto siano, in realtà, sconosciute le persone che noi crediamo di conoscere.

Mi sentivo in balia delle acque come se un fiume in piena uscito dagli argini mi avesse travolto e mi trascinasse dovunque.

I segreti di una culla vuota è un romanzo drammatico che ti mostra, in modo netto, come la vita possa cambiare da un momento all’altro, senza che ci sia qualche segnale che avvisi la tempesta che sta per travolgerti.
Un romanzo in cui si percepisce la sofferenza profonda, seppur completamente diversa, di due donne: Beatrice e Teresa. La prima si è vista stravolgere la vita da un incidente improvviso, che l’ha lasciata vedova e che le ha fatto provare il rimpianto di non aver dato importanza a quello che sarebbe stato l’ultimo saluto. La seconda, invece, è una mamma che ha perso ciò che di più caro aveva al mondo e che non vedrà mai l’assassino di suo figlio in galera, fino a quando non incrocerà la vita di Bea. Una mamma annientata dal senso di colpa, con un dolore così grande che l’ha fatta sprofondare nell’abisso. L’unica cosa che la tiene in vita è la voglia di vendetta.
Dolori, ricordi, sofferenza, cambiamento, lutto, elaborazione, rivalsa, vendetta, paura: tante sono le cose che compongono questo libro che si legge facilmente, grazie a uno stile scorrevole.

Segreti così sconvolgenti da farti ricredere in tutto ciò che hai vissuto, come se tutto fosse stata solo una grande menzogna. Segreti che, molto probabilmente, ti porteranno a sporcare anche quei ricordi belli che custodisci gelosamente.
Ricordi che non conosciamo, ma che ripercorriamo attraverso i tantissimi flashback che caratterizzano la storia. Sono, però, talmente tanti che rischiano – a volte – di rallentare la lettura.
Sicuramente qui c’è un importante trasporto emotivo, soprattutto se si riesce a calarsi nei personaggi, ma ho trovato fosse troppo prolisso all’inizio, come se non si volesse mai arrivare al punto, e troppo affrettato alla fine, con alcune scene che mi hanno dato la sensazione di essere poco realistiche. Queste sono le mie impressioni. Ciò che è certo però è che proverete la costante voglia di abbracciare Teresa, per darle un po’ di conforto, per aiutarla e non lasciarla sola in balia della sua sofferenza, del suo dolore.

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