[RECENSIONE] L’amore imperfetto di Nunzia Volpe

[RECENSIONE] L’amore imperfetto di Nunzia Volpe

Troppi anni di silenzio da abbattere, troppa ruggine da scrostare.

 Nunzia Volpe | L'amore imperfetto | Mursia | € 17,00 | Pag. 243

Sofia ha quindici anni, un passato fatto di dolore e di abbandono e lo sguardo scuro e sfuggente di chi ha conosciuto l’abisso della violenza. Custode di segreti inconfessabili, vive timorosa e diffidente fino al giorno in cui, in una Varenna spazzata dal temporale, incrocia gli occhi azzurri di Emma, sua coetanea, che con la forza del suo amore illuminerà la sua vita e le darà il coraggio per affrontare, una volta per tutte, i demoni del suo passato. Una storia forte, di dolore e di riscatto, di amori imperfetti e di seconde possibilità. Una protagonista fragile e indimenticabile, capace di entrare nel cuore del lettore e di restarci a lungo.

LA MIA OPINIONE

Sofia è una bambina che, per i primi tre anni, vive a casa dei suoi nonni, tra amore, carezze, giochi e un’infanzia felice. La stessa infanzia che verrà interrotta nel momento in cui tornerà a vivere con i genitori. Carmela e Antonio non vanno d’accordo, il loro è un matrimonio riparatore a cui lui si è rifiutato più volte e a cui è stato costretto.
Nella loro casa vige un clima di violenza e di terrore. Sofia assiste a tutti i litigi dei suoi genitori, a tutta la loro aggressività, a tutte le botte che suo padre da a sua madre. È, a sua volta, vittima di pestaggi, di violenza psicologica; subisce tutte le sfuriate di Carmela, tutti i suoi insulti, tutta la sua mancanza di un gesto d’affetto. Un gesto che, quando arriva, la lascia impietrita. Non può fare pipì, se la mamma non le da il permesso, non le verranno cambiate le lenzuola, se – quella pipì – la farà a letto, i pizzichi sono all’ordine del giorno, ovviamente in posti non visibili con i vestiti addosso. Umiliata, offesa, picchiata. L’innocenza di una bambina che scompare improvvisamente.
Questo clima, nella sua famiglia, non accenna a diminuire. Le persone, in tutti quegli anni di odio, paura e aggressività, non hanno mai mosso un dito, girandosi sempre dall’altra parte, facendo finta di non vedere. La stessa gente che, quando Carmela viene uccisa ed è riversa a terra, si affretta ad andare a guardare, a rivolgere sguardi compatiti a quella figlia che ha vissuto anni terribili, fatti di pianti continui e abbandono costante. L’indifferenza che si trasforma in curiosità e fa aleggiare un dolore finto, che andrebbe solo spazzato via.
Sofia si ritrova improvvisamente sola, orfana di madre e con il padre in prigione. Quell’estate lì, conosce Emma. A lei affiderà i suoi incubi ricorrenti e sempre più spaventosi, che tormentano le sue notti. Nessuno sa che non sono iniziati con la morte di Carmela, ma che risalgono – invece – a molti anni indietro. Diventerà sfuggente anche con lei, fino a quando non dovrà necessariamente affrontare i suoi demoni, i suoi segreti. Emma sarà sempre al suo fianco, in questo viaggio attraverso il dolore, dove con coraggio e forza riprenderà in mano la sua vita.

L’amore imperfetto è un romanzo drammaticamente doloroso. Un continuo pugno allo stomaco, soprattutto quando l’autrice ci racconta la storia di Sofia bambina, inerme davanti ai soprusi, impaurita dalle urla e dalle angherie che regnano in quella casa. Una Sofia bambina che non riesce a capire perché sia stata strappata da quell’infanzia felice con i suoi nonni per essere catapultata in una vita che non conosce affetto, giochi, amore, sorrisi, complicità. Sofia che conoscerà solo violenza verbale e fisica, sottomessa a minacce e che crescerà con la convinzione di essere stata abbandonata a un destino che non le apparteneva.

Non si può far altro che piangere mentre si leggono le varie situazioni che l’autrice ha deciso di descrivere in modo dettagliato e crudo. Non si può far altro che farsi contorcere lo stomaco, nel percepire la sofferenza di Sofia, la sua paura, la sua innocenza che viene spazzata via, la sua disperazione. Disperazione che non urla con la voce, ma con i suoi occhi: tristi, sfuggenti, impauriti. Uno sguardo troppo scuro per poter appartenere a una bambina.
In questo romanzo, che si divora nonostante il dolore che provoca, viene messa in luce anche l’indifferenza delle persone. Quelle che pensano ai fatti loro, facendo finta di non sentire le urla, i pianti, le cose che vengono tirate e che si infrangono a contatto una volta con il muro, una volta con il pavimento. Le stesse persone che, però, non ci pensano due volte a curiosare, quando una tragedia accennata da troppi anni purtroppo avviene. Una sorta di spettacolarizzazione di un dolore che non esiste, un dolore finto, che non fa altro che far arrabbiare e indignare.

Una storia dura, forte, devastante, che vi catapulterà in un mondo tragico, nel quale non si vorrebbe mai finire e che, purtroppo, è più reale di quanto immaginiamo.

[Nel testo sono presenti dei refusi, che non intaccano minimamente la lettura, e che vi faccio presenti solo per correttezza.]

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