[RECENSIONE] La rosa più rossa si schiude di Liv Strömquist

[RECENSIONE] La rosa più rossa si schiude di Liv Strömquist

Non provo niente.

 Liv Strömquist | La rosa più rossa si schiude | Fandango Libri | 
€ 19,50 | Pag. 175

Perché Leonardo di Caprio non si è mai innamorato? È la società consumistica che ci ha trasformati in eterni consumatori, dove la razionalità ha preso il posto dei sentimenti. Una riflessione ironica, ma attenta, sui cambiamenti dei nostri tempi e sull’ evoluzione dell’amore oggi.

LA MIA OPINIONE

Come mai Leonardo DiCaprio ha avuto relazioni con fantastiche modelle senza mai innamorarsi di nessuna di loro?
È proprio da questa domanda che Liv Strömquist parte e traccia una linea tra ciò che era prima e ciò che è ora l’amore.
Sviscerando varie teorie, sostenute da psicologi, sociologi e filosofi, si arriva a una semplice ipotesi: innamorarsi, in quest’epoca tardo-capitalista, è sempre più raro.
Questo perché? Perché prima si guardava all’altro come unico, insostituibile, “imparagonabile ad altri” (atopos), ora invece il narcisismo, ha preso il sopravvento e – quando si guarda l’altro – si cerca solo il riflesso e la conferma dell’io.
Entrano in campo, oltre al narcisismo, anche altri fattori: la razionalità, lo status, il potere, la prestazione.

Se prima, nelle epoche passate, ci si innamorava spontaneamente, accogliendo questa cosa inaspettata come destinata e quindi ci si lasciava travolgere, ora si razionalizza su tantissime cose, si analizza, togliendo così la spontaneità. Questo continuo ragionare comporta, inevitabilmente, un distacco emotivo e non ci conduce più a guardare l’altro come “atopos”, ma a considerarlo un prodotto. I siti di incontri ne sono l’esempio lampante.
Se prima, nelle epoche passate, era l’uomo a volersi sposare e a volere dei figli, per tramandare il nome della famiglia, adesso è la donna a volerlo. C’è questa sorta di cambio di ruolo tra l’uomo dell’Ottocento e la donna di quest’epoca consumistica. Le donne di oggi, che vogliono creare una famiglia, vengono considerate noiose, non di moda. Ed ecco che entra in gioco lo status. Più ti fai vedere forte e menefreghista, più hai uno status elevato, alto, e più vieni considerato.
Se prima, nelle epoche passate, soffrire per amore era da considerare lodevole perché denotava passione, fedeltà, devozione, ora è considerato da sfigati. Ed è proprio qui che si ricorre al potere, alla prestazione, al self-empowerment, all’autocontrollo, alla disciplina. Ci si impone di amare, ma di smettere quando si ha voglia, eludendo così la sofferenza e il dolore. Quello, però, non è amore.

Per quanto io sia romantica e sia sempre dalla parte dell’amore spontaneo, coinvolgente, senza ragionamenti e meccanismi che ne snaturano la vera essenza, leggendo questo graphic novel di questa fumettista svedese, mi sono resa conto di quanto sia reale il mondo da lei descritto. Questo perché Liv Strömquist – chiamando in causa Socrate, la mitologia greca, l’Ottocento, fino ad arrivare ai giorni nostri – fa un confronto tra le varie epoche, una sorta di viaggio nel tempo, in cui sottolinea i vari cambiamenti che ci sono stati.

La rosa più rossa si schiude, tradotto da Samanta K. Milton Knowles, è un grafic novel fitto di parole e illustrazioni, in cui la fumettista con ironia ci trascina in questa anestetizzazione dei sentimenti. Un testo godibile, che strappa sorrisi e risate, e che vi consiglio per la sua veridicità.

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